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A Tel Aviv realtà virtuale per assistere i cittadini in quarantena

La startup Usa XRHealth mette a disposizione dello Sheba Medical Center della città israeliana le proprie soluzioni per consentire la gestione dell’emergenza coronavirus. Grazie ai visori AR i medici possono tele-monitorare i pazienti

10 Mar 2020

Antonio Dini

Accordo tra XRHealth di Boston, un fornitore di soluzioni di realtà estesa (aumentata e virtuale) e di app terapeutiche, e lo Sheba Medical Center israeliano per aiutare l’ospedale a trattare i casi di pazienti esposti al coronavirus che vengono messi in quarantena nel nosocomio di Tel Aviv, e poi a monitorarli una volta che devono tornare a casa.

XRHealth fornirà soluzioni per aiutare i pazienti a superare il senso di isolamento, stress e ansia che viene durante le quarantene. Le soluzioni sono basate su un visore di realtà virtuale che è caricato con le soluzioni per la realtà aumentata sviluppate da XRHealth e che permette anche di monitorare i pazienti. Con il visore i pazienti in quarantena potranno fare dei tour virtuali di varie aree esotiche e turistiche di tutto il mondo.

Sheba utilizzerà la telemedicina come strumento per interagire e trattare i pazienti israeliani. Tutti quelli che sono stati esposti al coronavirus verranno raggruppati in speciali aree centralizzate del campus. Potranno essere utilizzate varie tecnologie, inclusi i visori di realtà aumentata, che permetteranno allo staff dell’ospedale di monitorare costantemente i pazienti pur avendo delle interazioni fisiche molto limitate.

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“La capacità – ha detto il ceo di XRHealth, Eran Orr – di collegare il visore, sdraiarsi e rilassarsi mentre si fa una visita virtuale in qualsiasi posto si voglia aiuterà certamente i pazienti a rimanere connessi con il mondo e a superare il senso di isolamento che deriva dall’essere messi in quarantena”. XRHealth è la prima azienda medicale certificata che si occupa di “realtà estesa”. “Il nostro trattamento basato sulla realtà virtuale – ha detto Orr – contiene anche dei programmi che permettono di lavorare sullo stress e l’ansia, che sono ovviamente delle preoccupazioni di prima grandezza per chi si trova ad essere curato dal contagio di coronavirus”.

Lo Sheba Medical Center già da tempo utilizza la telemedicina per trattare i suoi pazienti. L’anno scorso Sheba e XRHealth hanno annunciato un accordo che mira a trasformare l’intero ospedale in una struttura basata sulla realtà virtuale. XRHealth è stata la prima azienda a portare la sua tecnologia di realtà virtuale e di tele-medicina in varie cliniche americane. Medici certificati in tele-medicina in realtà virtuale negli Usa sono all’opera per fornire le loro prestazioni in dieci stati americani mentre altri stati si uniranno nei prossimi mesi.

La base della terapia in realtà virtuale è basata sull’idea che i pazienti possano essere trasportati virtualmente in un ambiente dove possono vivere l’esperienza delle procedure mediche come se fossero attività divertenti, aumentando di conseguenza la partecipazione dei pazienti alle cure loro prescritte.

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