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MUSICA

La sfida Youtube per il mercato italiano

L’analisi di Enzo Mazza, presidente dell’industra musicale italiana di Confindustria: “Music Key e l’interazione con Google Play rappresentano una svolta che sicuramente avrà un impatto anche nel nostro scenario dove il servizio di video sharing è l’applicazione musicale dominante tra i consumatori”

14 Nov 2014

Enzo Mazza presidente Fimi

Il lancio del nuovo servizio di Google, che ha visto peraltro l’Italia tra i primi Paesi coinvolti, è sicuramente un fatto interessante per il mercato della musica digitale nel nostro Paese, da sempre dominato proprio dal servizio di video sharing. Da poche ore è in linea la nuova homepage dedicata alla musica nell’app YouTube per Android e su YouTube.com (presto anche su iOs). Tutti i video musicali preferiti, le playlist con la musica consigliata in base alle scelte del consumatore e quelle contenenti la musica di tendenza su YouTube vengono raccolte in un unico ecosistema.

Una particolare innovazione è costituita anche dal fatto che dai prossimi giorni sarà possibile vedere la discografia di un artista su YouTube e riprodurre un album intero grazie sia ai video musicali ufficiali che alle canzoni di alta qualità caricate su YouTube dalle etichette musicali.

Google ha anche annunciato la beta del servizio premium YouTube Music Key e l’interazione con Google Play. Una decisa svolta che sicuramente avrà un impatto anche sul mercato italiano dove, come scritto, il servizio di video sharing è l’applicazione musicale dominante tra i consumatori.

Nei primi mesi del 2014 in Italia i modelli di business ad-based, sostanzialmente YouTube e Vevo, hanno realizzato a livello di etichette musicali, secondo i dati di Deloitte per Fimi, 10,6 milioni di euro con una crescita del 74% rispetto al 2013. Complessivamente il 31% del segmento digitale. A titolo di comparazione lo streaming audio in abbonamento rappresenta il 26% del digitale.

Ma quale sarà la vera potenziale svolta del nuovo servizio?

YouTube è stato fino ad oggi fondamentalmente uno strumento di promozione e marketing, senza dimenticare l’indiscutibile vantaggio per le aziende discografiche di monetizzare i contenuti, ora potrebbe trasformarsi finalmente in un vero servizio di streaming musicale con una potenziale platea di decine di milioni di clienti.

L’offerta organizzata di interi album e il servizio premium con varie feature attraenti potrebbero essere la chiave per assicurarsi una buona conversione di clienti free verso il servizio premium, perfino in Italia dove la predisposizione ad pagare per i contenuti musicali è tutt’ora molto bassa. Non va dimenticato che a livello globale YouTube vanta 1 miliardo di utenti unici al mese e 120 milioni di utenti che guardano video musicali ogni settimana, un bacino immenso.

La presenza del video inoltre porta peraltro il servizio di YouTube ad essere sicuramente competitivo con i concorrenti nell’arena dello streaming musicale e questo è un plus da non sottovalutare.

Dal punto di vista industriale sicuramente resta da vedere, almeno in Italia, quanto il nuovo servizio a pagamento riuscirà a conquistare clienti dando una decisa spinta al mercato.

Un ultimo punto che vale la pena di osservare è quello che riguarda la tutela del contenuto legale, soprattutto alla luce del servizio Music Key. Dalle analisi di mercato il 25% degli utenti usa applicazioni per fare stream ripping da Youtube, ovvero scaricare l’audio in mp3 o l’intero video sui propri device. Applicazioni che consentono questa attività sono ampiamente disponibili sul marketplace di Google. E’ evidente che Google dovrà ora decidere come affrontare in maniera efficace tale problema.

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