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INNOVAZIONE

La Silicon Valley non sarà per sempre: riflettori puntati su Pittsburgh

Gli impiegati del settore hitech hanno superato quelli delle industrie tradizionali della metallurgia, grazie ai talenti e alle start-up locali e alla capacità di attrarre l’interesse di Uber, Amazon e aziende asiatiche. Intelligenza artificiale e robotica i principali settori di investimento

12 Ott 2018

Patrizia Licata

giornalista

Pittsburgh si candida a nuovo polo dell’hitech americano capace di sfidare la Silicon Valley con il crescente bacino di start-up dell’intelligenza artificiale, delle auto autonome e della biomedicina che fanno leva su risorse altamente qualificate formate dalle università locali.

Tradizionale roccaforte dell’industria metallurgica, dal 2014 il numero di impiegati nei settori tecnico-scientifici e nelle attività di ricerca e sviluppo a Pittsburgh ha superato quello degli impiegati nelle fabbriche dell’acciaio. A marzo 2018, si contava il 41% di occupati in più nell’R&D e nell’hitech che nella metallurgia, secondo i dati del Pennsylvania Center for Workforce Information and Analysis.

Due i settori che possono permettere a Pittsburg di rivaleggiare con il polo hitech della California. Il primo è connesso con l’e-commerce e la logistica: Pittsburgh è nella rosa delle città finaliste per ospitare il secondo headquarter statunitense di Amazon. Il gruppo dello shopping online ha promesso 5 miliardi di dollari di investimenti e 50.000 posti di lavoro alla città vincitrice, numeri capaci di rilanciare un’intera economia locale.

Secondo settore di punta è quello legato all’intelligenza artificiale e al machine learning, che trae nutrimento dai talenti e dai progetti di ricerca della Carnegie Mellon University e della University of Pittsburgh. I due atenei hanno dato l’impulso alla formazione a Pittsburgh di un vero polo industriale dei veicoli driverless con start-up come Argo AI o la filiale di Uber dedicata alle tecnologie della guida senza conducente, che ha aperto a gennaio 2015 e impiega più di 1.000 persone.

La capacità di creare e far crescere imprese innovative è un punto di forza della città della Pennsylvania; in particolare la University of Pittsburgh ha dato vita a 23 start-up nello scorso anno fiscale, un record su scala nazionale. La vivacità dell’ecosistema attrae anche i finanziamenti: il gruppo giapponese Softbank l’anno scorso ha guidato un round di investimento da 93 milioni di dollari nella società locale dell’AI Petuum. Molte anche le visite di investitori cinesi interessati alle start-up della robotica e della salute digitale.

Il sindaco Bill Peduto ha tuttavia messo in guardia, in una recente conferenza, sul fatto che essere come la Silicon Valley è una medaglia a due facce: si creano grandi ricchezze ma si aumentano le diseguaglianze economiche e sociali. Peduto si preoccupa che la transizione a nuovo polo dell’hitech riesca a beneficiare tutti gli strati della popolazione in una città che ha sofferto la crisi delle industrie tradizionali: gli attuali 300.000 abitanti sono la metà rispetto a quelli degli Anni ’50 e il 12% della popolazione della macro-regione circostante, Allegheny County, vive sotto la soglia della povertà. Un boom dei prezzi in “stile Silicon Valley” è un lusso che Pittsburgh non si può, per ora, permettere.

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