STRATEGIE

La svolta di Ibm: spin-off delle attività IT legacy, focus esclusivo su cloud e AI

Entro fine 2021 nascerà una nuova società quotata in cui confluiranno i managed services per le infrastrutture IT dei clienti. Big Blue si dedicherà alla piattaforma di hybrid cloud e al cognitive computing. Il ceo Krishna: “Ci spostiamo su un nuovo modello di business”

08 Ott 2020

Patrizia Licata

giornalista

Il terreno per il cambiamento era già stato preparato durante la gestione Ginny Rometty, ma adesso per Ibm è vera svolta: il colosso di Armonk ha annunciato lo spin-off delle attività di managed services per le infrastrutture It di aziende terze in una nuova società quotata (nome provvisorio NewCo) per concentrarsi in via esclusiva sui business del futuro: hybrid cloud e intelligenza artificiale. Big Blue completa così la trasformazione da azienda dei server e dei mainframe (le “business machine” che le hanno dato il nome) in fornitore di software e servizi. Lo spin-off sarà completato per fine 2021 e la nuova società potrà contare su un business da 19 miliardi di dollari di ricavi annuali. 

I servizi di infrastruttura It che Ibm cede includono una serie di managed services che ruotano intorno all’infrastruttura legacy e alla sua trasformazione digitale. Si tratta di attività come testing e assemblaggio o product engineering. Come riporta TechCrunch, la cessione non riguarda il business dei server di Ibm ma solo i servizi infrastrutturali.

La NewCo diventa un big dei servizi infrastrutturali

Il ceo di Ibm, Arvind Krishna, ha ribadito che l’operazione aiuterà Ibm a concentrarsi sulla sua piattaforma cloud e sull’intelligenza artificiale, mentre la neonata azienda fornirà servizi per la gestione delle infrastrutture tecnologiche di aziende e altre organizzazioni.

La “NewCo” avrà 90.000 dipendenti, 4.600 grandi clienti enterprise in 115 Paesi, un backlog di 60 miliardi di dollari, “e una scala pià che doppia rispetto al suo concorrente più vicino” nel segmento degli infrastructure services (probabilmente riferendosi a Bmc o Microsoft).

Le attività che restano in mano a Ibm valgono molto di più di quelle della nuova società: attualmente generano ricavi per circa 59 miliardi di dollari l’anno.

Cloud ibrido, opportunità da 1 trilione di dollari

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Ibm sta scommentendo sul fatto che l’infrastruttura legacy e i servizi correlati continueranno a produrre ricavi netti ma non con tassi di crescita importanti come in passato, perché le aziende si stanno modernizzando con la digital transformation e in misura crescente usano infrastruttura di fornitori terzi e servizi cloud, sia per la loro operatività interna che per sviluppare i servizi di interfaccia con i clienti. Proprio sul cloud vuole rafforzarsi Ibm, in modo da competere con maggiore incisitività con i big del settore, Aws, Microsoft e Google, sperando in tassi di crescita ben superiori all’attività legacy.

“Ibm è tutta focalizzata sull’opportunità del cloud ibrido che vale 1 trilione di dollari”, ha dichiarato il ceo Krishna. “Questo è il momento giusto per dar vita a due aziende leader di mercato concentrate su ciò che sanno fare meglio. Ibm si focalizzerà sulla sua piattaforma aperta di hybrid cloud e sulle sue competenze AI. La NewCo avrà maggiore agilità per progettare, gestire e modernizzare l’infrastruttura delle più importanti organizzazioni mondiali”, ha proseguito Krishna. “Entrambe le aziende si metteranno su una migliore traiettoria di crescita e avranno maggiore capacità di catturare le nuove opportunità, creando valore per i clienti e gli azionisti”.

Nuovo modello di business per Ibm

Il percorso di trasformazione di Ibm ha trovato il culmine nel 2019 con l’acquisizione – guidata proprio da Krishna mentre ancora era Rometty alla guida di Ibm – per 34 miliardi di dollari di Red Hat, che ora fa parte della divisione hybrid cloud di Big Blue.

“Il successo che abbiamo avuto con Red Hat ci dà la prova che questa è la decisione giusta”, ha affermato il ceo; si tratta di “uno spostamento significativo” nel modello di business aziendale. La divisione Cloud and Cognitive Software di Ibm ha registrato ricavi per 5,75 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2020, leggermente al di sopra delle stime degli analisti.

In concomitanza con l’annuncio dello spin-off Ibm ha anche fornito qualche risultato finanziario preliminare per il terzo trimestre: le revenue attese ammontano a 17,6 miliardi di dollari e l’utile per azione adjusted è previsto a 2,58 di dollari, in linea con le stime di Wall Street. I risultati defiitivi del terzo trimestre saranno pubblicati il 21 ottobre.

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