STRATEGIE

La Ue sostiene le imprese innovative “anti-Covid”, sul piatto 314 milioni

I fondi assegnati a 72 aziende impegnate a combattere la pandemia e a contribuire al piano per la ripresa economica dell’Europa. La commissaria Gabriel: “Assist alle idee disruptive”

08 Giu 2020

Federica Meta

Giornalista

Sostenere le imprese innovative impegnate a combettere la pandemia da Coronavirus. Con questo obettivo oggi la Commissione haassegnato quasi 166 milioni di euro, attraverso lo Strumento pilota Accelerator del Consiglio europeo per l’innovazione (Cei) a 36 aziende . Oltre 148 milioni saranno poi assegnati ad altrettamente che contribuiranno al piano per la ripresa dell’Europa, portando in questa tornata il totale degli investimenti da Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE, a 314 milioni di.

“L’enorme talento e le idee rivoluzionarie delle imprese innovative europee ci fanno ben sperare – spiega la commissaria per l’Innovazione, Mariya Gabriel – Il nostro maggiore sostegno al Consiglio europeo per l’innovazione ne libererà il potenziale, permettendoci così di affrontare meglio il coronavirus e sostenere la ripresa. Il Cei ha risposto rapidamente alla crisi causata dal coronavirus e ha dimostrato l’agilità e l’efficacia dei finanziamenti dell’UE.”

Le 36 imprese selezionate che contribuiranno alla lotta contro il coronavirus parteciperanno a progetti all’avanguardia, quali l’incremento della produzione di salviette per la biodecontaminazione, lo sviluppo di sistemi per il monitoraggio della qualità della ventilazione che forniscono ai soccorritori informazioni in tempo reale, lo sviluppo di una piattaforma basata sugli anticorpi per il trattamento di casi gravi di infezione, e molti altri ancora. Inoltre a 139 imprese che lottano contro il coronavirus ma che non hanno potuto ricevere finanziamenti in questa tornata a causa di limitazioni di bilancio è stato conferito il marchio di eccellenza Covid-19 introdotto di recente, come riconoscimento del valore della loro proposta e al fine di aiutarle ad ottenere sostegno da altre fonti di finanziamento.

Altre 36 imprese sosterranno il piano per la ripresa dell’Europa lavorando in molti settori e su vari progetti, tra cui ad esempio lo sviluppo di torri eoliche più robuste e alte costituite da moduli di legno che potrebbero ridurre drasticamente i costi dell’energia eolica, un sistema di produzione per un fertilizzante organico e una soluzione basata sulla blockchain per pratiche di riciclaggio sostenibili da parte dei produttori. Sono stati conferiti altri 679 marchi di eccellenza a proposte di elevata qualità che, pur soddisfacendo i criteri di finanziamento del Cei, non hanno potuto essere finanziate a causa del bilancio limitato.

La partecipazione all’Accelerator del Cei

A marzo un numero record pari a quasi 4mila start-up e piccole e medie imprese (Pmi) ha presentato domanda per lo Strumento pilota Accelerator del Cei, oltre 1400 delle quali hanno proposto innovazioni connesse alla pandemia da coronavirus. Per questo motivo sono stati recentemente destinati a questa tornata di finanziamenti ulteriori 150 milioni, portando il totale complessivo a oltre 314 milioni. Le start-up e le Pmi selezionate che riceveranno il sostegno provengono da 16 paesi, tra cui 12 Stati membri dell’UE, il Regno Unito e 3 paesi associati.

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Dei 314 milioni di finanziamenti del Cei stanziati, 174 milioni saranno erogati sotto forma di investimenti azionari. Dalla sua introduzione a metà del 2019, lo Strumento pilota Accelerator del Cei ha offerto l’opzione di investimenti azionari diretti, fino a un massimo di 15 milioni oltre a un sostegno fino a 2,5 milioni in forma di sovvenzione. Ad oggi oltre 10mila start-up e Pmi hanno presentato domanda, per una richiesta finanziaria complessiva di oltre 26 miliardi. Delle 72 imprese che oggi hanno ricevuto sostegno, 46 riceveranno sostegno al capitale proprio.

Gli investimenti azionari sono subordinati ad un’adeguata verifica e saranno gestiti dal futuro fondo Cei, che cercherà attivamente di trovare coinvestitori. Le imprese sostenute dal Cei beneficiano inoltre di un’ampia gamma di servizi di coaching, mentoring e consulenza/accelerazione di impresa. Per la prima volta tali servizi saranno offerti a imprese con marchio di eccellenza Covid-19.

Il sostegno del Cei ai progetti “disruptive” che mirano a combattere la pandemia è parte dello sforzo congiunto dell’Ue per superare la crisi. Il 4 maggio la Commissione ha ospitato un evento per raccogliere fondi nell’ambito della Risposta globale al coronavirus, che ha finora raccolto 9,8 miliardi.

La Commissione si è impegnata a stanziare 1,4 miliardi durante questo evento, di cui 1 miliardo attraverso Orizzonte 2020, allo scopo di favorire lo sviluppo collaborativo e l’accesso universale a vaccini, terapie e test per il coronavirus. Alla fine di maggio la Commissione ha annunciato le prossime tappe della Risposta globale al coronavirus, vale a dire l’avvio di una nuova campagna in collaborazione con l’organizzazione internazionale di sensibilizzazione Global Citizen, intitolata “Obiettivo globale: uniti per il nostro futuro”, che culminerà in un vertice mondiale di raccolta fondi in programma per il 27 giugno.

Inoltre la Commissione ha recentemente presentato una proposta di grande piano per la ripresa dell’Europa. La ripresa dev’essere sostenibile, uniforme, inclusiva ed equa per tutti gli Stati membri: a questo fine la Commissione propone di varare un nuovo strumento per la ripresa, Next Generation EU, incorporato in un bilancio dell’UE a lungo termine rinnovato, potente e moderno. Nell’ambito dello strumento per la ripresa Next Generation EU è proposto un aumento di 13,5 miliardi del bilancio di Orizzonte Europa, che sarà usato per fornire sostegno europeo alle attività di ricerca e innovazione nel campo della salute e del clima, comprese le innovazioni pionieristiche da parte di start-up e Pmi.

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