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L’ACCUSA

Lavoro minorile, Amazon sotto accusa in Cina

Il report di China Labor Watch: la società di Jeff Bezos utilizzerebbe ragazzini sottopagati, che lavorerebbero illegalmente alla produzione degli smart speaker targati Alexa

13 Ago 2019

Antonio Dini

Gli smart speaker di casa Amazon che funzionano con l’assistente virtuale Alexa, sono utili, ben fatti e costano decisamente poco. La spiegazione? Non sono le economie di scala, sostiene un rapporto di China Labor Watch, ma il lavoro di centinaia di minori cinesi che vengono reclutati per lavorare nelle fabbriche la notte e ben oltre l’orario di straordinario e sottopagati.

La normativa cinese permette il lavoro di stagisti (sulla falsariga della nostra alternanza scuola-lavoro) ma con regole precise e senza straordinari o turni di notte. China Labor Watch, associazione per i diritti dei lavoratori, ha scoperto con una sua indagine che Foxconn nelle sue fabbriche di HengYang ha fatto lavorare più di mille giovani tra i 16 e i 18 anni. Foxconn ha riconosciuto che ha fatto lavorare illegalmente i minori e ha dichiarato di voler procedere immediatamente a rettificare la situazione. Amazon dal canto suo ha dichiarato alla stampa che sta “investigando con urgenza” le accuse e lavorando con i massimi dirigenti di Foxconn per risolvere la situazione.

Il primo a dare la notizia del rapporto di China Labor Watch è stato il Guardian. Il quotidiano britannico ha anche sottolineato che, se pure la normativa cinese sul lavoro e la formazione ammette la possibilità di far lavorare degli stagisti di età fra i 16 e 18 anni, provenienti da scuole e impegnati per l’alternanza scuola lavoro, le cose però sono andate in maniera completamente differente da quanto previsto.

I documenti di China Labor Watch infatti mostrano che le scuole erano pagate per mandare i loro studenti in fabbrica e ai docenti veniva chiesto di incoraggiarli a lavorare anche oltre l’orario degli straordinari e nei turni notturni, nonostante sia vietato e molti studenti non volessero farlo.

Se gli studenti si rifiutavano, agli insegnanti veniva richiesto di preparare una lettera di dimissioni al posto loro.

Tra i casi il rapporto cita Xiao Fang, studentessa di informatica di 17 anni, a cui era stato dato il compito di lavorare sulla linea di produzione degli Amazon Echo, nella quale doveva applicare la pellicola protettiva a tremila Echo Dot al giorno.

La studentessa ha spiegato che, mentre inizialmente le era stato richiesto di lavorare otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana, ben presto i turni erano diventati di dieci ore al giorno per sei giorni alla settimana. La studentessa ha spiegato che sono stati soprattutto i suoi docenti a spingerla a lavorare così e dirle che un eventuale rifiuto avrebbe potuto abbassare le sue possibilità di diplomarsi e di trovare un lavoro dopo il diploma.

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