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JOB ICT

Lavoro, specialista in tecnologie: quanto vale in busta paga?

Meglio restare nell’Ict-Tlc o “emigrare” nel mondo della moda o della chimica? Le sorprese non mancano, secondo i dati dello studio realizzato in esclusiva per Cor.Com da JobPricing.it. A sorpresa emerge che avere una laurea non cambia molto la retribuzione: almeno per chi si trova ancora a inizio carriera

20 Ott 2014

Dario Banfi

Tra i dubbi che spesso affliggono gli esperti di tecnologie quando ci si trova di fronte a nuove opportunità di carriera c’è quasi sempre la domanda se convenga rimanere nei settori Ict e Tlc oppure portare esperienza e know-how al di fuori, ricoprendo ruoli tecnici, ma in aziende non tecnologiche. È meglio curare i sistemi informativi o i servizi di e-commerce nel mondo IT oppure passare alla Moda, al Turismo, nella Chimica o nei Trasporti? E poi, quanto conta il titolo di studio che si è raggiunto e speso a inizio carriera? Se si pensa al mondo del Credito, per esempio a un ingegnere responsabile dei sistemi informativi, la risposta è intuibile. Altrove, però, le cose non sono così scontate.

Grazie a uno studio realizzato ad hoc per il Cor.Com da JobPricing.it, nuovo servizio online di comparazione delle retribuzioni, è possibile avere una risposta puntuale. Sulla base di un’analisi condotta su 50.000 buste paga, raccolte tra giugno e settembre di quest’anno, prendendo solo i profili professionali più legati alle tecnologie (dal programmatore al tecnico hardware, dal webmaster all’e-commerce manager) si riesce a comprendere meglio quale peso abbiano competenza IT e titolo di studio.

Secondo lo studio nel mondo dell’Hardware i dirigenti arrivano a percepire Retribuzioni Annue Lorde (RAL) di 102.611 euro, i quadri di 53.881 euro e gli impiegati di 35.353 euro. Il segmento “Media, Web, Editoria e Comunicazione” premia, invece, i dirigenti con retribuzioni medie di 123.707 euro, mentre per quadri e impiegati si arriva, rispettivamente, a 51.961 euro e 29.339 euro. Nel mondo dei Servizi la RAL offerta ai profili tecnologici è, invece, di 94.241 euro lordi all’anno per i dirigenti, 52.324 euro per i quadri e 32.088 euro per gli impiegati. Le Tlc, infine, si pongono in una fascia alta di stipendi con 98.452 euro di media per i dirigenti e 52.551 euro e 35.672 euro per quadri e impiegati. La vera sorpresa è comunque il dato che riguarda gli outsider, ovvero chi, con profilo tecnologico, lavora fuori dal mondo hi-tech. Qui trovano buone chance retributive soprattutto i profili intermedi. I dirigenti con profilo tecnologico arrivano RAL medie di 108.154 euro, mentre i quadri percepiscono 54.936 euro e gli impiegati una media di 33.755 euro. Dall’analisi di JobPricing.it sembra, cioè, che convenga di più lavorare nel settore della domanda, ovvero di chi utilizza e non tanto di chi crea la tecnologia. Per una carriera da impiegato, è più redditizio lavorare nelle società industriali di apparecchiature elettroniche, oppure nei Servizi limitatamente al settore Tlc. In generale, però, a parità di competenze tecnologiche, lavorare in una società di Servizi e Consulenza Ict non conviene da un punto di vista economico. Per i dirigenti è meglio puntare sul mondo della Comunicazione, il più redditizio, ma per i manager è preferibile star fuori dal segmento hi-tech.

Per quanto riguarda il titolo di studio le cose vanno diversamente. Avere in tasca una laurea non cambia di molto l’importo in busta paga, almeno per chi è a inizio carriera. La media generale delle retribuzioni è chiara: i laureati percepiscono retribuzioni complessive di 44.169 euro (con una RAL di 42.526 euro e 1.643 euro di incentivi e bonus); i non laureati hanno stipendi solo leggermente inferiori, con una media di 42.503 euro (una RAL di 41.517 euro e un variabile di 986 euro). La differenza esiste, ma non è significativa e vale circa il 4% al lordo, in busta paga. Questo perché le professionalità informatiche si formano anche al di fuori dei percorsi universitari e garantiscono comunque un ritorno economico potenzialmente vicino a quello dei laureati. Le cose sono, invece, ben diverse se si guarda al percorso di carriera di chi ha iniziato 20-30 anni fa. Il divario tra gli stipendi di chi è in possesso di un titolo universitario cresce con l’anzianità professionale. Oggi, però, il punto di partenza è diverso: il titolo di studio è importante, ma non determinante a garantire una carriera più redditizia.

JobPRicing.it offre, infine, uno spaccato interessante sul tipo di università frequentata e l’incidenza che può avere sul reddito. All’interno dell’università privata si formano di più ruoli manageriali mentre nei Politecnici quelli di stampo ingegneristico, tradizionalmente meno orientati a percorsi dirigenziali. Questo si vede anche in busta paga. Le figure uscite dai Politecnici hanno una remunerazione più elevata fra gli impiegati, in media di 35.122 euro. Tra i quadri hanno più fortuna, invece, i laureati di università statali, con una media di 56.720 euro all’anno, mentre chi esce da un’università privata presenta retribuzioni più elevate una volta raggiunta la qualifica di dirigente: 152.777 euro lordi, contro una media di 114.266 dei laureati presso università statali e 102.550 euro di chi è uscito dai Politecnici.

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