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IL SUMMIT

L’e-health gioca la carta blockchain: è il “modello Dubai”

La “salute digitale” al centro dei dibattiti del World blockchain forum in corso nella capitale degli Emirati arabi. Una smart city dove tutti i servizi essenziali per i cittadini saranno gestiti tramite la distributed ledger technology

26 Ott 2018

A. S.

La blockchain è destinata a giocare un ruolo sempre più centrale nel campo dei servizi per i cittadini, e uno dei settori dove la sua applicazione è più promettente è quello della sanità, in cui può contribuire a certificare l’autenticità e la trasparenza dei dati che veicola. A dimostrarlo c’è il fatto che proprio la “digital health” è uno degli argomenti più dibattuti nel corso del World blockchain forum che è in corso a Dubai.

Proprio la capitale degli Emirati Arabi si propone come un modello di smart city in cui la blockchain può giocare un ruolo di primo piano, nel settore finanziario come all’interno della pubblica amministrazione, grazie al programma “Dubai 2020” lanciato recentemente, secondo il quale la città sarà il primo esempio di regolamentazione integrata di una smart city in cui tutti i servizi essenziali saranno gestiti utilizzando la blockchain.

“Gli Emirati Arabi sono pronti a cogliere la sfida della blockchain come avanguardia tecnologica per migliorare i servizi ai cittadini rendendoli più trasparenti, efficienti, sicuri e personalizzati – afferma Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Tech, società specializzata in distributed ledger technology e cibersecurity – Tutto ciò anche in ambito medico-sanitario, come confermato da Ramadan AlBlooshi, Ceo di Dubai Healthcare City Authority, che rappresenta oltre 40mila operatori della sanità. Pensiamo, ad esempio, alla tracciabilità dei farmaci e al fenomeno della contraffazione: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa il 30% dei farmaci venduti nei Paesi in via di sviluppo è contraffatto, con gravi rischi per chi li assume e una perdita per le case produttrici che ammonta fino a 200 miliardi di dollari ogni anno. Un problema che la tecnologia blockchain potrebbe risolvere certificando l’intero percorso del farmaco”.

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