L'e-learning "bocciato" dagli universitari Usa che chiedono sconti sulle rette - CorCom

IL SONDAGGIO

L’e-learning “bocciato” dagli universitari Usa che chiedono sconti sulle rette

La didattica a distanza nelle università americane è apprezzata come risposta al lockdown ma gli studenti si dicono comunque insoddisfatti: per il 90% vanno tagliati i costi considerando l’abbattimento dei servizi

07 Lug 2020

Patrizia Licata

giornalista

Con gli Stati Uniti ancora in piena emergenza Covid-19, gli studenti universitari americani rimasti a casa a seguire le lezioni online si dicono in maggioranza (circa il 70%) soddisfatti dell’offerta e-learning del loro ateneo ma non considerano la didattica a distanza una priorità anche perché, dice il 73%, è meno efficace dell’insegnamento in classe.

Il 54% ha affermato che i professori della facoltà a cui è iscritto non hanno gestito efficacemente la transizione dall’insegnamento fisico a quello online. Il 63% degli studenti ha anche dichiarato che l’online learning potrebbe migliorare usando una piattaforma tecnologica più adatta. Infine, il 90% degli studenti tra quelli che stanno sperimentando la formula all-online vorrebbe una riduzione della retta universitaria finché non si torna a frequentare di persona.

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È quanto emerge dal sondaggio College Pulse condotto insieme alla Charles Koch Foundation su 5.000 studenti in oltre 200 atenei degli Stati Uniti.

Meglio la didattica in aula

Nonostante i corsi online siano noti alla maggioranza degli studenti Usa, l’esperienza della didattica a distanza non è ritenuta soddisfacente: solo 20% definisce l’elearning al livello della formula tradizionale. Il 78% afferma che le classi di persona sono molto più efficaci per acquisire conoscenze e competenze. In particolare, è sullo sviluppo delle social sills e del pensiero critico che l’online learning viene definito carente. Per il 59% la didattica online non permette di acquisire nozioni con la stessa efficacia delle lezioni in aula. Sono soprattutto gli studenti che non hanno mai provato corsi online ad esprimere un giudizio negativo: 78% contro il 70% di chi ha già frequentato online.

Il 55% degli studenti che attualmente frequentano l’università negli Stati Uniti dice di aver seguito un corso online almeno una volta durante il corso degli studi accademici prima del Covid-19. Tuttavia, la percentuale varia a seconda del tipo di università: il 66% degli studenti delle università statali ha frequentato almeno un corso a distanza, mentre nei college privati la quota scende al 36%.

E-learning: non è una priorità

Gli studenti universitari americani non sono interessati a una formula didattica rappresentata solo da corsi online: molti pensano che le priorità per il sistema formativo siano altre. Il 60% pensa che sia più importante introdurre nuovi canali e strumenti per aiutare gli studenti a trovare opportunità di stage e lavoro e il 57% vorrebbe non essere più costretto ad acquistare costosi libri di testo. Solo il 21% afferma che inserire più corsi e strumenti di online learning dovrebbe essere tra gli obiettivi prioritari del proprio ateneo. Per il 59% degli studenti americani il primo motivo per cui si sono iscritti al college è ottenere un titolo utile per il lavoro.

Una nuova “college experience”

Guardando all’immediato futuro, la maggioranza degli studenti Usa è ottimista: per il 71% in autunno si tornerà in classe. Solo il 18% dice che è “altamente improbabile” a causa del persistere dell’emergenza coronavirus. Tuttavia, il 68% pensa che la crisi sanitaria porterà a radicali cambiamenti nel modo di frequentare l’università. Sono soprattutto le studentesse (73%) ad aspettarsi una “college experience” irreversibilmente modificata.

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