Le nuove criptovalute "green" fanno schizzare la domanda di hard disk - CorCom

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Le nuove criptovalute “green” fanno schizzare la domanda di hard disk

I dati di Context: registrato ad aprile il record di vendite. Italia in sestultima posizione in Europa: le vendite sono salite del 67,2% contro il +329% dell’Estonia. Ma se il “modello Chia” dovesse avere successo il boom potrebbe proseguire anche nei prossimi anni

10 Giu 2021

A. S.

L’affermarsi sul mercato delle nuove criptovalute ecosostenibili, tra le quali la più nota è Chia, fa schizzare la domanda di hard disk, e prende in contropiede il mercato. A evidenziarlo sono i dati pubblicati da Context, secondo cui il numero di hard disk venduti nel mese di aprile 2021 è il più alto di sempre, e la stessa tendenza si starebbe verificando anche per le prime due settimane del mese di maggio, che confermano una domanda ancora alta in un periodo in cui di solito si registra una curva discendente delle vendite verso i distributori europei.

Un aumento così consistente, secondo gli analisti di Context, è da attribuire al fatto che gli hard disk “nearline” sono quelli che assicurano la più alta capacità e resistenza tra tutti quelli disponibili sul mercato, e quindi sono perfetti per il “farming” delle criptovalute come Chia, che richiedono hanno bisogno soprattutto di capacità di memoria e di meno potenza di calcolo.

Bitcoin ed Ethereum attualmente utilizzano un meccanismo chiamato ’proof of work’ per validare le transazioni – spiega Gurvan Meyer, business analyst in Context – In questo processo i computer in tutto il mondo sono in competizione per portare a termine i calcoli per confermare le singole transazioni. Questo spiega il motivo per cui negli ultimi anni è aumentata sensibilmente la richiesta di schede grafiche”.

Chia utilizza invece un sistema alternativo, noto come “proof of space”. Questo vuol dire che gli utenti sono chiamati a tenere da parte un determinato spazio di storage sui propri computer, con il software che assegna un numero unico a ogni sezione di questo spazio. Quando la rete ha bisogno di convalidare una nuova transazione, seleziona a caso uno dei numeri unici assegnati e il computer a cui quel segmento appartiene, e attraverso quello valida la transazione. In questo modo, piuttosto che utilizzare la potenza di calcolo in una sorta di gara tra elaboratori utilizza un sistema casuale per assegnare il compito. Si tratta di un procedimento più sostenibile in termini di risparmio energetico e anche più accessibile. La barriera all’ingresso è infatti più bassa, dal moment oche chiunque può partecipare grazie allo spazio di storage inutilizzato sul proprio computer o addirittura sul proprio smartphone.

“Il mercato delle criptovalute è attualmente al rialzo a breve, medio e lungo termine – aggiunge Meyer – se il modello di validazione alternativo proseguirà a fare da traino il suo valore potrebbe esplodere: più utenti in questa rete è infatti sinonimo di più richiesta di capacità di storage. Infatti nuove criptovalute potrebbero decider di servirsi del modello ‘Proof of space’, e man mano che questa tecnologia acquisterà popolarità il mercato degli hard disk crescerà progressivamente”.

Secondo i dati di Context l’Italia non è nelle posizioni di testa per la crescita di richieste di hard disk in Europa, guidata da Estonia (+329,7%, Lituania (+305,3%) E Uk (+138,3%). Il nostro paese si trova infatti in 13esima posizione con un +67,2%, in sestultima posizione, prima di Finlandia, Danimarca, Portogallo, Olanda e Svizzera.

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