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SCENARI

Le skill tecniche non bastano. Per la rivoluzione digitale serve business thinking

Secondo una ricerca a firma EY, Iab e Spencer Stuart i profili più ricercati dalle aziende sono quelli che combinano la competenza tecnologica con quella manageriale. La sfida è automatizzare l’automatizzabile e investire di più in comunicazione ed experience

05 Ott 2018

Mila Fiordalisi

Direttore

La divisione tra digitale e reale non esiste, non c’è niente di più reale del virtuale. Abilita concretamente nuovi modelli di business ed un’apertura più flessibile al mercato. Questa la conclusione a cui è giunta la ricerca a firma di EY, Iab & Spencer Stuart i cui risultati sono stati presentati in occasione dell’EY Digital Summit di Capri.

Analizzare l’intensità con cui il digitale e le nuove tecnologie stanno incidendo sulle realtà aziendali. Identificare le principali competenze e professionalità di cui le organizzazioni si devono dotare per affrontare le sfide del futuro. Comprendere come stanno evolvendo i modelli organizzativi e il ruolo dei Leader. Identificare quali iniziative concrete le organizzazioni stanno intraprendendo per integrare nuovi profili e competenze. Questi gli obiettivi alla base dello studio realizzato attraverso interviste a oltre 80 aziende operative on diversi settori. Per il 62% delle imprese il digitale incide in maniera pervasiva sulla realtà aziendale. “È evidente che il digitale porti con sé un cambiamento: si lavora con un approccio diverso, più pertinente e più efficace. Abilita efficienza e ci permette di concentrare in modo diverso gli investimenti. Automatizzare l’automatizzabile è una priorità in modo da lasciare le persone sempre più libere dall’operatività ed, al contempo, investire di più in comunicazione ed experience”, si legge nel report.

Nove aziende su dieci ricercano profili digitali. Si cercano competenze verticali in profili capaci creare valore trasversalmente. L’88% delle aziende cerca risorse con attitudine verso il mondo digitale. “Trasformare l’informazione in valore è abilitante per il digitale. Oggi vi è scarsità di profili che combinino in modo integrato competenza tecnica e business thinking. Le professionalità che si ricercano in questo momento sono quelle in grado di semplificare il processo, sia da un punto di vista verticale attraverso competenze specifiche, ma soprattutto figure che siano in grado di veicolare trasversalmente i benefici del digitale”.

Il 70% delle aziende ha attivato iniziative concrete per l’integrazione di nuovi professionisti. Ma solo 3 aziende su 10 investono sullo sviluppo di competenze. “Esiste uno scambio di competenze in senso inverso: i millennials trasmettono all’organizzazione le loro competenze tecnologiche, il know-how digitale, in modo proattivo. La differenza è un valore, quindi scegliamo persone con percorsi e competenze diversi per contaminare il resto dell’organizzazione e sviluppare competenze eterogenee”.

Blockchain e Industria 4.0 i megatrend che impatteranno maggiormente sulle organizzazioni. “L’avvento della Blockchain rivoluzionerà l’interazione tra attori nel mercato. Incrementerà la trasparenza di tutto il percorso digitale nella sua parcellizzazione. Il vero segnale di innovazione sarà parlare di digitale come di un’infrastruttura che permea gli ecosistemi impresa, abilitando nuove connessioni ed efficienza produttiva e di processo”.

LA RICERCA EY, IAB E SPENCER STUART

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