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INNOVAZIONE

Le startup europee sfidano la Silicon Valley, sul piatto 360 milioni

Il fondo Balderton Capital finanzierà 12 nuove aziende ogni anno. Obiettivo: battere la concorrenza delle big tech Usa ma anche della Cina

13 Nov 2019

Antonio Dini

Capitale per innovare. La società di venture capital londinese Balderton Capital ha raccolto 360 milioni di euro in un nuovo fondo che verrà utilizzato per investire nelle startup hi-tech europee che stanno muovendo i primi passi.
Il fondo ha dichiarato che i soldi sono destinati alle start-up nella fase A – in altre parole, le aziende che stanno cercando di raccogliere il loro primo round significativo di finanziamenti. La società ha aggiunto che il nuovo fondo effettuerà circa 12 investimenti all’anno.

Il settore tecnologico europeo è considerato in ritardo rispetto alle controparti statunitensi e cinesi, soprattutto quando si tratta di capitale di rischio, o venture capital. Alcuni segnali indicano che l’industria nel Vecchio continente potrebbe però accelerare.

L’anno scorso, un rapporto di un’altra società di venture capital, Atomico, spiegava che l’Europa ospita il doppio delle offerte pubbliche iniziali tecnologiche rispetto agli Stati Uniti, mentre le società europee di nuova quotazione hanno performato meglio rispetto ai loro concorrenti americani. Una IPO di spicco nel 2018 è stata quella di Adyen, la società olandese di pagamenti, che ha visto aumentare il prezzo delle sue azioni di oltre il 50% da quando ha debuttato.
Lars Fjeldsoe-Nielsen, socio di Balderton, ha detto di non pensare che l’Europa sia lontana dal riuscire a creare un’azienda tecnologica in grado di competere con i giganti della Silicon Valley come Facebook e Google o con le grandi società Internet fuori dalla Cina come Alibaba e Tencent.
«Non credo neanche io – ha detto Fjeldsoe-Nielsen, ex dirigente di Uber – che siamo molto lontani. Ho trascorso 10 anni nella Silicon Valley prima di entrare in Balderton. Per me, c’è stato un cambiamento il cui significato più profondo è che non siamo più in ritardo».

Secondo Fjeldsoe-Nielsen però l’Europa è la patria di aziende tecnologiche con valutazioni molto più basse rispetto alle loro controparti statunitensi ed asiatiche, ma ha affermato che ciò è dovuto a costi di assunzione “notevolmente inferiori”. Il venture capitalist ha suggerito che l’interesse degli investitori americani nelle società tecnologiche private europee abbia dato a Balderton maggiore slancio per il lancio di un nuovo fondo.
«In realtà – ha detto Fjeldsoe-Nielsen – stiamo vedendo molti fondi statunitensi fare investimenti anche in Europa, perché il talento tecnologico è alla pari di quello degli Stati Uniti. Ma le valutazioni sono più basse qui. Quindi c’è chiaramente un’opportunità di mercato nell’immediato futuro».
Noto per il sostegno principalmente di start-up europee, Balderton ha comunicato che il lancio del suo ultimo fondo ha portato alla raccolta complessiva di oltre 2,7 miliardi di euro in totale spalmati su otto fondi separati.

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