Le telco sotto pressione in Brasile, utili in forte calo

La debolezza dell’economia, il calo delle vendite e i forti investimenti pesano sugli operatori sudamericani. Oi potrebbe registrare un crollo degli utili del 78%. Meno drammatico il quadro per Tim Brasil e Telefonica Brasil, sui cui pesa però il debito

12 Feb 2015

Patrizia Licata

Gli utili delle aziende telecom brasiliane sono sotto pressione: gli analisti sentiti da Reuters alla vigilia dei report finanziari delle maggiori telco del paese sud-americano prevedono un calo generalizzato della redditività. Il motivo è da ricercarsi nel ristagno delle vendite, nell’aumento dei costi e nel quadro economico generale debole (picco dell’inflazione, frenata della creazione di nuovi posti di lavoro, forte calo nella fiducia e nella spesa dei consumatori), con tanti ritardi nei pagamenti anche da parte dei clienti delle aziende di telecomunicazione.

Inoltre, le aziende telecom brasiliane hanno dovuto spendere pesantemente per introdurre nuovi servizi e dare i sussidi all’acquisto degli smartphone e si muovono su un mercato sovraffollato e molto competitivo. Anche la cessione delle torri, che ha portato vitali risorse per gli investimenti, ha finito col far salire i costi operativi per le telco che ora devono dare in affitto l’utilizzo delle torri.

Tim Participacoes, la filiale brasiliana di Telecom Italia, sarà la prima in ordine di tempo a riportare i suoi risultati, ma gli analisti hanno gli occhi puntati soprattutto su Oi, per la quale si attende la massima erosione della redditività. Secondo il sondaggio Reuters, l’azienda riporterà un calo del 78% dell’utile netto nonostante il fatturato aggiuntivo che arriva dalle attività del partner Portugal Telecom. Tuttavia il debito netto di Oi, salito del 58% nei 12 mesi da settembre 2013 a settembre 2014, probabilmente è rimasto stabile nel quarto trimestre grazie al contante ottenuto con la cessione delle torri, che ha bilanciato le spese legate al pagamento dei dividendi e ad altri investimenti, secondo Credit Suisse.

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Il debito è invece previsto in aumento per Tim Brasil e Telefonica Brasil perché hanno speso per nuove licenze nello spettro; tuttavia gli analisti si aspettano per questi due carrier cali dell’utile meno drammatici che per Oi.

Tim, in particolare, nota Reuters, ha beneficiato di una forte domanda di dati mobili che ha aiutato a far fronte al calo delle entrate nei servizi voce. Anche Telefonica Brasil ha puntato sulla crescita del business dei dati mobili per evitare il crollo delle revenues, colpita, al contrario di Tim Brasil, dalla perdita di clienti nel business fisso.

Questa la media delle stime, in real, fornite dai sei analisti sentiti da Reuters per Tim Brasil e Telefonica Brasil e da quattro analisti per Oi e le variazioni percentuali anno su anno. Oi: entrate nette 9,195 miliardi di real (+28%), Ebitda 3,291 miliardi (-6%), utile netto 264 milioni (-78%). Tim Brasil: entrate nette 5,102 miliardi di real (-2%), Ebitda 1,489 miliardi (-1%), utile netto 459 milioni (-8%). Telefonica Brasil: entrate nette 9,056 miliardi di real (0%), Ebitda 2,771 miliardi (-3%), utile netto 1,102 miliardi (-11%).