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OSSERVATORIO NETCOMM

Le transazioni digitali? In Italia valgono 23 miliardi

Ma le aziende B2B non hanno ancora colto appieno le potenzialità, sottolinea l’Osservatorio Netcomm. Il 56% non ha ancora attivato alcuno strumento digitale frelativamente ai processi commerciali

04 Nov 2015

Andrea Frollà

Le aziende B2b italiane ancora non vedono le potenzialità offerte dal commercio digitale per crescere e per aprire nuovi mercati. È questa una delle indicazioni che emerge dall’Osservatorio sull’eCommerce B2b, realizzata dal consorzio Netcomm e presentato oggi nell’ambito del convegno “Il B2B e la trasformazione digitale nel rapporto tra imprese”, realizzato in collaborazione con Assolombarda, Cribis DB, IBM, Infogroup, Noovle, Posteitaliane.

Secondo le stime del rapporto il valore delle transazioni digitali B2B in Italia oscilla tra i 18 e i 23 miliardi di euro (escluso EDI, lo scambio elettronico di dati secondo standard industriali), ma emerge anche che il processo di digitalizzazione delle filiere commerciali è visto dalle imprese italiane più come un’opportunità di sviluppo (55%) che come una vera e propria rivoluzione dei modelli di business (46%).

Negli ultimi 12 mesi solo il 12% del campione intervistato ha attivato una qualche forma di vendita online e quasi la metà di queste ha dato vita ad un canale di vendita diretta, dicendo addio all’intermediazione dei distributori. Quasi 3 aziende su 10 hanno invece attivato un nuovo servizio digitale nella fase precedente o successiva alla vendita, ma il dato che colpisce maggiormente riguarda quel 56% di aziende che non ha avviato nessuno strumento digitale rispetto ai processi commerciali in essere.

La metà delle imprese B2b hanno effettuato investimenti sul digitale nell’ultimo anno, ma le aree in cui sono stati concentrati riguardano principalmente lo sviluppo di contenuti sui prodotti e il web marketing. Dell’e-commerce o della presenza nei marketplace non c’è quasi traccia.

Le imprese intervistate dichiarano che migliorare e innovare il servizio offerto ai clienti attuali è l’obiettivo principale dallo sviluppo del digitale (42%), più che la ricerca di nuovi clienti e mercati, considerata solo dal 37% delle aziende.

Fra gli ostacoli che frenano la spinta verso la vendita online rientrano soprattutto quelli legati alla complessità iniziale dello sviluppo di un progetto di e-commerce (29%) seguiti dalle problematiche relative alla logistica (16%).

Dalla ricerca Netcomm emerge anche che i cambiamenti portati dal commercio elettronico nel B2b non sono necessariamente una minaccia per i canali tradizionali. Anzi, tra le aziende intervistate emerge in maggioranza la percezione che le reti e i canali commerciali manterranno, modificheranno o aumenteranno il loro ruolo grazie al diffondersi della vendita online nel B2b. Il 47% del campione ritiene inoltre che entro 5 anni scompariranno i cataloghi cartacei.

“Il digitale sembra inoltre essere uno strumento utile principalmente per comunicare e per facilitare i processi operativi di gestione delle vendite e dei clienti – commenta Roberto Liscia, presidente di Netcomm – L’approccio al digitale delle aziende B2B italiane sembra, quindi, essere solo reattivo e in una prima fase di sviluppo”.

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