Le Websoft in Italia occupano 11mila lavoratori, pagati al fisco 70 milioni di euro - CorCom

IL REPORT MEDIOBANCA

Le Websoft in Italia occupano 11mila lavoratori, pagati al fisco 70 milioni di euro

Fatturato aggregato a 3,3 miliardi. Amazon la società che ha creato più posti di lavoro. Microsoft prima in Borsa

14 Ott 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Le WebSoft company in Italia hanno generato nel 2019 un fatturato aggregato pari a 3,3 miliardi di euro (lo 0,3% del totale globale) occupando oltre 11mila lavoratori (lo 0,5% del totale), con Amazon a vantare il maggior numero di lavoratori (circa 6mila a fine 2019). E hanno versato al fisco italiano quasi 70 milioni di euro per un tax rate effettivo del 32,1%. Questi i dati salienti del report sulle WebSoft a firma dell’Area Studi Mediobanca (qui il report integrale). Il report oltre ad analizzare i bilanci dei 25 giganti del WebSoft (Software & WebCompanies) valuta anche l’impatto del Covid-19 sui risultati del primo semestre 2020.

Nel quinquennio 2015-2019 le WebSoft – emerge dal report – hanno più che raddoppiato il fatturato aggregato, con una performance complessiva superiore a quella delle multinazionali manifatturiere. Aumentano anche utili, forza lavoro e valore di Borsa. A fine 2019 i giganti del WebSoft valevano oltre otto volte l’intera Borsa italiana e quasi il triplo di quella tedesca. E hanno chiuso l’anno con 520 miliardi di euro di liquidità, circa un terzo del totale attivo (un decimo per la grande manifattura). L’emergenza sanitaria non ha frenato la corsa in termini di ricavi e profitti, entrambi in crescita rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il primo semestre 2020 e gli impatti del Covid-19

Se la grande manifattura ha subito un calo del -11% nel primo semestre 2020, i colossi del web hanno spinto sull’acceleratore, con una crescita del fatturato del +17% rispetto allo stesso periodo del 2019. La crisi provocata dal Covid-19 ha influenzato in modo differente i ricavi delle WebSoft: boom dell’e-commerce (+31,3%), del Fintech (+26,1%), della sottoscrizione di abbonamenti (+24,6%) e dell’offerta di servizi cloud (+22,2%). Di contro si registra una riduzione dei ricavi legati alla sharing mobility (-22,6%) e delle vendite online di viaggi e prenotazioni di alloggi (-50,8%).

Non si ferma la crescita degli utili (+16,6%), con il record di 18 milioni di profitti netti al giorno, mediamente quasi quattro volte di più rispetto alle multinazionali manifatturiere (5 milioni al giorno). Nei primi sei mesi del 2020 è aumentata anche la liquidità, con un ritmo medio di +11 miliardi al mese, raggiungendo 589 miliardi a fine giugno 2020. Parte di queste risorse (325 miliardi), il 18% del totale attivo, è investita in titoli a breve termine, valore di gran lunga eccedente la media di una multinazionale manifatturiera (3%).

Le WebSoft nei primi 6 mesi del 2020

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A livello dei singoli gruppi, nel primo semestre 2020 si registra l’impennata dei ricavi di Nintendo (+71,5%), Amazon (+33,5%) e Salesforce (+29,5%). Seguono 3 cinesi: Alibaba (+28,6%), JD.com (+28%) e Tencent (+27,9%). Segno negativo per Uber (-7,7%), Expedia (-51,8%) e Booking (-56,4%). A fine giugno 2020, Nintendo, senza debiti finanziari, brilla anche per solidità patrimoniale, seguita da Meituan Dianping, Alphabet e Facebook. In generale, resta inalterata la solidità dei giganti a livello aggregato nonostante un incremento del +13,8% dei debiti finanziari nei primi sei mesi del 2020. Stesso discorso per la liquidità che vede sempre il colosso giapponese Nintendo in testa, con livelli di liquidità al 63,6% del totale attivo a fine giugno 2020, davanti a Baidu, Booking e Microsoft.

Per quanto riguarda la redditività industriale nei primi sei mesi del 2020, Oracle guida la classifica per ebit margin (39,4%), seguita da Nintendo (36,4%) e Microsoft (36,1%). Rispetto al 2019 Facebook perde la prima posizione scendendo al quarto posto (32,6%).

Le WebSoft e il fisco

Circa la metà dell’utile ante imposte delle WebSoft è tassato in Paesi a fiscalità agevolata, con conseguente risparmio fiscale cumulato di oltre 46 miliardi nel 2015-2019. Il tax rate effettivo delle multinazionali WebSoft è pari al 16,4%, al di sotto di quello teorico del 22,2%. Nel periodo 2015-2019 la tassazione in Paesi a fiscalità agevolata ha determinato per Microsoft, Alphabet e Facebook un risparmio fiscale rispettivamente di 14,2 miliardi di euro, 11,6 miliardi e 7,5 miliardi.

Le WebSoft in Borsa

I giganti del WebSoft sono tutti quotati con l’eccezione del gruppo tedesco Otto, a controllo familiare. Nei primi 9 mesi del 2020 la loro capitalizzazione è aumentata del +30,4% (-6% per le multinazionali della manifattura). A fine settembre 2020 il podio della Borsa è occupato da Microsoft (1.357 miliardi di euro), Amazon (1.345 miliardi) e Alphabet (852 miliardi). Per quanto riguarda le performance di Borsa, nei primi 9 mesi del 2020, si registrano rialzi in tripla cifra per Meituan Dianping (+128,8%) e JD.com (+110,9%); in campo negativo solo Automatic Data Processing (-21,7%), Booking Holdings (-20,3%), Expedia (-18,8%) e Baidu (-4,1%).

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