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IL FOCUS

Lega-5 Stelle, nel contratto nessuna strategia per l’Ict italiano

Niente banda larga, niente 5G e zero PA digitale: nel documento stilato da Di Maio e Salvini l’innovazione è residuale. Qualche cenno al cyberbullismo all’e-tourism, da rilanciare con una tassa ad hoc su Booking & co

17 Mag 2018

Federica Meta

Giornalista

Digitale grande assente nell’accordo di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Nel capitolo cruciale “Trasporti, Infrastrutture Tlc” non si fa alcun cenno né alla banda larga né tantomeno al 5G mentre viene delineata la strategia di sviluppo sulle infrastrutture di mobilità, con una particolare attenzione ai nuovo strumenti di fruizione dei trasporti come il bike sharing o il car sharing.

Niente PA digitale che, invece, faceva la parte del leone nel programma elettorale dei 5 Stelle. La filosofia alla base della strategia elettorale era quella di un maggior ruolo dello Stato nell’economia digitale. Il M5S puntava alla formazione di un’unica cabina di regia per superare la “frammentazione” dovuta alla distribuzione di ruoli su vari livelli della pubblica amministrazione responsabile di “un peggioramento della catena di comando e dell’organizzazione”. Di qui la necessità di “istituire un nuovo soggetto nel prossimo Governo che semplifichi la governance digitale”.

Sul fronte banda larga e ultralarga si puntava a una gestione ed una infrastruttura di rete a maggioranza pubblica tramite un’unione tra la futura Open Fiber pubblica e Tim.

Il programma della Lega prevedeva invece un’unica Autorità delle Comunicazioni per digitale italiano. La nuova authority avrebbe sostituito non solo Agcom, ma anche le direzioni generali dei sistemi informatici dei ministeri, il commissario per il digitale e l’Agid, sarebbe stata “deposta al rilascio dell’identificazione digitale unica per i cittadini e le imprese”.

L’Autorità delle Comunicazioni avrebbe avuto il compito di vigilare “per l’applicazione di un modello digitale italiano” e realizzare “il check digitale delle strutture pubbliche di ogni ordine e grado e disporrà le attività per assicurare la terzietà e la trasparenza digitale della Pubblica Amministrazione”.

Nel “programma a due” su cui si sta discutendo in questi giorni, qualche cenno all’innovazione c’è nel capitolo dedicato al Fisco. Per esempio per sburocratizzare le procedure si prevede la creazione diun fisco digitale in linea con i più innovativi strumenti di elaborazione e comunicazione dati”.

Un piccolo focus è dedicato alla cybersecurity o meglio al cyberbullismo, inseriti nello stesso capitolo ma in realtà fenomeni molto diversi tra loro. “È indispensabile incentivare lo sviluppo del settore della sicurezza anche per quanto concerne la cyber security, avendo particolare attenzione al fenomeno del cyber bullismo e individuando strumenti di ausilio per il superamento del problema soprattutto negli ambienti scolastici – si legge nel testo -E’ necessario introdurre misure repressive per chi commette il reato e premianti per chi lo denuncia: prevedere sanzioni amministrative nei regolamenti scolastici; numero verde unico nazionale; premialità per gli studenti che denunciano episodi di bullismo (borse di studio); videocamere nelle scuole”.

Un po’ di innovazione anche nel turismo. L’intervento complessivo in ambito di marketing del turismo – secondo Lega e 5 Stelle – non può prescindere dagli interventi nell’ambito della digitalizzazione, affinché sia reale e diffusa, non solo con l’estensione  del wi-fi sul territorio ma anche e soprattutto con l’implementazione di pratiche ed iniziative che consentano di governare realmente i flussi del turismo, anche e soprattutto  in ottica predittiva. Per spingere il settore si punta all’introduzione della “Web Tax turistica” per contrastare la concorrenza sleale delle Olta (OnLine Travel Agency) strani ere che creano danni enormi agli operatori del settore turistico e alle casse dello Stato.

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