IL PROGETTO

L’Europa accelera sul supercomputer, via libera dal Consiglio Ue

Adottato il regolamento per la realizzazione dell’infrastruttura di calcolo ad altissime prestazioni “EuroHpc”. Sul piatto 486 milioni di euro. Si parte a fine 2019

28 Set 2018

F. Me

Promuovere il calcolo ad alte prestazioni tramite un’impresa comune europea, che assicurerà la supervisione della messa in comune delle risorse per lo sviluppo di supercomputer destinati al trattamento di megadati. È l’obiettivo di un regolamento adottato oggi dal Consiglio Ue, al fine di creare “uno strumento essenziale per contribuire ad affrontare le sfide del mondo attuale”.

“L’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (“EuroHpc“) assumerà la forma di un partenariato pubblico-privato – si legge nella nota del Consiglio – e sarà composta dall’Ue, dai singoli Stati membri, dai Paesi terzi associati al programma quadro Horizon 2020 e da associazioni private”.

EuroHpc rimarrà aperta alla partecipazione di nuovi membri, sarà operativa fino alla fine del 2026 e avrà sede a Lussemburgo. L’impresa comune sarà finanziata da varie fonti: dal bilancio generale dell’Ue, dai singoli contributi degli Stati membri e dei paesi terzi partecipanti, e da investimenti privati. “Il contributo finanziario dal bilancio generale dell’Ue ammonterà a 486 milioni di euro – spiega il Consiglio – di cui 386 milioni provenienti dal programma quadro di ricerca e innovazione Horizon 2020 e 100 milioni dal programma Connecting Europe Facility

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L’impresa comune dovrebbe avviare le sue attività al più tardi all’inizio del 2019, in modo da conseguire l’obiettivo di dotare l’Ue di un’infrastruttura di supercomputer pre-esascala e a petascala entro il 2020, e iniziare a sviluppare le tecnologie e le applicazioni necessarie per raggiungere le capacità a esascala (che consentono almeno un miliardo di miliardi di operazioni al secondo) approssimativamente tra il 2022 e il 2023.

“L’obiettivo – conclude il comunicato – è quello di creare una rete tra i centri di eccellenza esistenti e quelli di nuova creazione, e mettere a punto un ecosistema a lungo termine di supercalcolo in Europa. Un ciclo di sviluppo della tecnologia di prossima generazione richiede generalmente 4-5 anni”.

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