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Levinson è il nuovo presidente di Apple

Intanto Bob Iger, ceo di Disney entra nel cda della Mela. Si punta a rafforzare il legame con il mondo dei media e ad aprire le danze del business dei contenuti video

16 Nov 2011

Apple rafforza il suo board e, soprattutto, i suoi legami con il
mondo dei media. La casa di Cupertino ha appena nominato nel ruolo
di non-executive chairman Art Levinson, già nel cda di Apple dal
2000, mentre Robert Iger, Chief Executive Officer della Walt Disney
Co., entra a far parte del cda.

La scelta di Iger, concordano gli analisti, può cementare i legami
con la Disney, nel cui board Steve Jobs aveva un posto, e
assicurare ad Apple accesso ai prodotti di intrattenimento della
compagnia, dagli show televisivi ai film, come nota oggi Gene
Munster di Piper Jaffray Cos. La nomina di Levinson, invece,
permette a Tim Cook di concentrarsi sui compiti di Ceo senza la
responsabilità aggiuntiva di fare da chairman.

“Apple sta cercando di proteggere o addirittura potenziare la
relazione con la Disney perché evidentemente è parte essenziale
delle strategie di Apple legarsi con i media”, sottolinea
Munster.

Apple potrebbe introdurre nel 2013 un proprio televisore, un device
probabilmente più facile da usare della Apple Tv, il set-top box
in vendita oggi. Una possibilità è che l’azienda stringa
accordi di licensing che permetteranno ai clienti di comprare i
programmi che desiderano vedere con una formula “a la carte”,
anziché proporre pacchetti multicanale come fanno oggi le società
del cavo.  “Avere accesso ai contenuti è fondamentale per
conquistare i salotti degli utenti”, sottolinea Munster.

Molti a Wall Street vedono nella mossa di Apple la volontà di
intensificare la concorrenza contro colossi come Amazon.com e
Google nel mondo dei contenuti e della distribuzione e, in
particolare, come un tentativo di imporsi sul frammentato mercato
televisivo, come già fatto da iTunes su quello della musica.
"Apple vuole essere leader nella distribuzione dei contenuti
video, non solo nella musica. Ecco perché rafforza i legami con
Bob Iger della Disney”, afferma l’analista di Morningstar
Michael Corty.

Iger siederà nell’auditing committee di Apple, un ruolo che
potrebbe destare qualche dubbio del regolatore, però, per i legami
tra Apple e Disney, secondo Charles Elson, direttore del John L.
Weinberg Center for Corporate Governance della Università del
Delaware. I regolatori federali, infatti, esigono che i membri dei
comitati di auditing non abbiano legami commerciali con l’azienda
nel cui cda siedono.

Apple genera una piccola parte di vendite dalla distribuzione di
film, musica e contenuti tv. Disney si è dimostrato un partner
importante nello spingere le aziende dei media a rendere i loro
contenuti disponibili sul negozio iTunes di Apple. Quando Apple ha
aggiunto l’offerta video ad iTunes, Disney è stata la prima
major a firmare un accordo. “Mi sorprende che Iger sieda
nell’audit commettee”, osserva Elson.

Apple tuttavia ha sempre negato “interessi materiali diretti o
indiretti” di Steve Jobs (che sedeva nei due cda) negli accordi
con Disney e quindi lo stesso si applicherebbe probabilmente a
Iger, dal punto di vista della casa di Cupertino.

“Iger sarà una novità straordinariamente importante per il
nostro cda già così forte”, ha commentato il Ceo Tim Cook. Il
ruolo nella Disney di Iger nella generazione di contenuti,
promozione dell’innovazione, sviluppo di nuove tecnologie e
espansione su nuovi mercati fa di Iger “l’uomo giusto per
Apple”.

Quanto a Levinson, ricoprirà il ruolo lasciato vacante dalla morte
di Steve Jobs, ma ovviamente non si sostituisce del tutto a Jobs,
notano gli analisti, perché il fondatore di Apple esercitava
un'enorme influenza sul board. La sua assenza richiede che il
cda cambi volto e mansione, elevandosi oltre il ruolo che aveva
prima di semplice consulente di un leader visionario. Oggi il board
deve assumere più controllo, essere meno deferente verso il Ceo
Tim Cook di quanto era prima con Jobs e anche riunirsi più spesso.
E la nomina di un chairman indipendente piace agli esperti di
corporate governance: “Il cda sa che sarà sotto la lente di
ingrandimento e lo stesso sarà per Cook”, afferma Jim Post,
professore di corporate governance alla Boston University School of
Management. "Il board deve allontanarsi dalla dipendenza da
Steve Jobs e agire con maggiore indipendenza. La nomina annunciata
oggi va nella giusta direzione”.

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