Libero Mail colpita dagli hacker. L'azienda: "Cambiate le password" - CorCom

CYBERSECURITY

Libero Mail colpita dagli hacker. L’azienda: “Cambiate le password”

A rischio le credenziali degli utenti. L’Ad di Italiaonline Antonio Converti: “E’ un attacco internazionale che stiamo subendo insieme ad altri siti. Non sappiamo quanto del database sia stato copiato”

08 Set 2016

Antonello Salerno

Libero Mail, il servizio di posta elettronica di Italiaonline, finisce nel mirino degli hacker, a causa di un “data breach” che sta mettendo in pericolo la sicurezza delle credenziali d’accesso degli utenti registrati alla piattaforma.

“E’ una cosa internazionale che stiamo subendo insieme ad altri siti – afferma Antonio Converti, Ad di Italiaonline, la web company cui fanno capo i servizi del portale Libero – Non sappiamo quanto del database sia stato copiato, ma le password sono criptate”.

Il team di Libero ha in ogni caso inviato ieri a tutti i propri utenti un “alert” via mail: “Gentile cliente – si legge nella comunicazione – come sai l’efficacia della password è fondamentale per la sicurezza della tua casella di posta. Per questo Libero ti raccomanda di modificarla frequentemente”.

Ti informiamo che il sistema di sicurezza di Libero ha rilevato nei giorni scorsi un attacco informatico alla propria rete – prosegue il team di Libero – con accesso al database che custodisce, in formato criptato, le password dei servizi. Ci teniamo a farti sapere che sono state messe in atto tutte le misure tecniche atte a contrastare l’attacco, non appena ne è stata rilevata la presenza. Inoltre, la memorizzazione delle password nel database di Libero avviene appunto in forma criptata, secondo gli standard di sicurezza più avanzati”.

“Per proteggere ulteriormente il tuo account – conclude il messaggio – ti chiediamo di reimpostare comunque la password di accesso, tenendo conto dei suggerimenti forniti sul sito di Aiuto. Sappiamo che modificare la password può creare disagio, ma si tratta di una misura precauzionale supplementare, per garantire una ulteriore barriera di protezione”.