IL PROGETTO

Italia in pole position nei big code, la nuova generazione degli algoritmi

In campo Enea e Università di Bologna in collaborazione con Software Heritage e il sostegno di iFab e la sponsorship di Microsoft, Intel e Google. Obiettivo: sviluppare codici informatici grazie all’archivio universale della maxi biblioteca digitale

15 Mar 2022

Enzo Lima

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Sviluppare entro tre anni sistemi automatici per produrre velocemente e in modo affidabile nuovi codici informatici attingendo e aggregando i programmi sorgente già catalogati e memorizzati nel maxi archivio della biblioteca digitale di Software Heritage, realizzata sotto l’egida Unesco dall’ente francese Inria (Istituto nazionale per la ricerca nell’informatica e nell’automazione). È questo il progetto che vede in pole position l’Italia attraverso l’Enea e l’Università di Bologna. L’iniziativa “Bologna Big Code Lab”, il laboratorio congiunto di sperimentazione, conta sulla collaborazione di Software Heritage e il sostegno di iFab, l’International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development. Ed è sponsorizzato da Microsoft, Intel e Google.

“Si tratta di progetto di grande rilevanza culturale, sociale e scientifica”, spiega Simonetta Pagnutti della Divisione Ict dell’Enea. “Navigando tra i quasi dodici miliardi di file conservati nell’archivio, ci si può imbattere nel codice di sessantamila linee che ha guidato il computer di bordo dell’Apollo11 portando 50 anni fa l’uomo sulla luna. Oppure si può curiosare dentro “Taumus”, uno dei primi software al mondo realizzato negli anni Settanta alla base della computer music. Quello che abbiamo replicato presso il Centro Enea di Bologna è un backup vitale che rende accessibili tutti gli oltre 170 milioni di progetti archiviati. L’accesso a una simile libreria, una vera biblioteca di Alessandria del software, darà la possibilità ai ricercatori e agli scienziati dell’Agenzia e dell’Università di studiare e analizzare codici e algoritmi, sviluppando metodiche per ricavare informazioni e produrre nuova conoscenza. Così, in analogia a quanto avviene con i Big Data potremo parlare di Big Code. Si tratta di un filone attuale, ancora da esplorare, ma ricco di ricadute. Una linea di ricerca con un orizzonte di lungo respiro, destinata ad avere una valenza strategica rilevante che apre nuove opportunità per i giovani ricercatori: i codici sono l’imprescindibile componente dell’High Performance Computing, dell’Intelligenza Artificiale e di ogni applicazione digitale”.

Nel 2019, proprio grazie a una iniziativa Enea, è stato siglato l’accordo con Inria per mettere a punto il primo “mirror” istituzionale europeo dell’archivio Software Heritage, che dal 2016 raccoglie, conserva e rende accessibile il codice sorgente di tutti i software pubblicamente disponibili al mondo.

Oltre al lavoro di ricerca, il progetto prevede anche diverse attività di formazione e alfabetizzazione digitale per riflettere su temi fondamentali legati allo sviluppo delle tecnologie informatiche, con l’obiettivo di creare maggiore consapevolezza rispetto ai profondi cambiamenti in atto in campo economico, culturale e sociale legati all’utilizzo sempre più diffuso delle nuove tecnologie.

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