M-health, gli stakeholder Ue chiedono sicurezza e interoperabilità - CorCom

LA CONSULTAZIONE

M-health, gli stakeholder Ue chiedono sicurezza e interoperabilità

Pubblicati i risultati della consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea a metà 2014: appello a privacy e trasparenza, bollini di qualità per le app e standard condivisi

13 Gen 2015

Patrizia Licata

Privacy e sicurezza, rispetto dei diritti dei pazienti, un chiaro quadro legislativo, interoperabilità delle tecnologie e più trasparenza su costi e efficacia sono gli elementi chiave per soluzioni di mobile Health care (“m-Health”) capaci di diffondersi e avere successo in Europa, secondo quanto emerso dai risultati della consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea.

La consultazione, tenutasi tra aprile e luglio 2014, ha ottenuto 211 risposte da autorità pubbliche, aziende sanitarie, organizzazioni in difesa dei consumatori e imprenditori del web, dentro e fuori l’Ue. Anche se recenti statistiche di BCC Research confermano che le iniziative condotte sia a livello Ue che nazionale stanno dando i loro frutti e l’Europa si prepara a diventare il più grande mercato dell’m-Health nel 2018, con tassi di crescita vicini al 62%, molto lavoro resta da fare affinché le aziende europee possano accedere al meglio a questo mercato in piena espansione.

Nel dettaglio, il 97% di chi ha risposto alla consultazione ritiene che solidi strumenti per la privacy e la sicurezza (come cifratura dei dati e meccanismi di autenticazione) siano necessari per generare fiducia negli utenti. Metà del campione chiede una più severa applicazione delle norme per la data protection e delle regole relative ai device dell’m-Health.

Quasi metà del campione chiede anche più sicurezza per i pazienti e trasparenza dell’informazione, per esempio con certificazioni e bollini di qualità per le applicazioni, anche se alcuni mettono in guardia sui rischi di una iper-regolazione.

Gli imprenditori del web considerano difficile accedere al mercato dell’m-Health a causa della mancanza di un chiaro quadro regolatorio, di interoperabilità e parametri condivisi di qualità.

Un quinto di chi ha risposto alla consultazione ritiene che occorrano più dati sugli elementi di costo e efficacia dell’m-Health. 21 risposte hanno fatto riferimento a specifici studi e progetti che hanno dimostrato i vantaggi in termini di efficienza. Per esempio, nei paesi nordici si calcola che l’m-Health possa generare una riduzione del 50-60% dei giorni di ricovero per alcuni tipi di pazienti e una diminuzione del 25% della spesa per l’assistenza agli anziani.

Le risposte indicano anche che le iniziative nazionali e dell’Ue dovrebbero assicurare l’interoperabilità delle soluzioni dell’m-Health con il fascicolo sanitario elettronico per dare continuità all’assistenza e alle cure e anche a scopi di ricerca. Andrebbero anche promossi standard aperti e usate interfacce di programmazione (API) accessibili a tutti. In molte risposte è stato indicato anche che medici e infermieri dovrebbero avere un ruolo nella progettazione delle soluzioni di m-Health.

In seguito a questa consultazione, nel corso del 2015 la Commissione europea discuterà con gli stakeholder le diverse azioni che si possono intraprendere per favorire il mercato dell’m-Health (legislazione, auto- o co-regolamentazione, linee guida, ecc.). Anche il programma Horizon 2020 prevede alcune azioni di supporto allo sviluppo e adozione dell’m-Health. Infine, la sanità mobile sarà uno dei temi centrali della e-Health Week che si terrà a Riga a maggio.