Made in Italy, non c'è solo Google - CorCom

LA START UP

Made in Italy, non c’è solo Google

Dopo il debutto del sito-vetrina per le eccellenze italiane spuntano piattaforme analoghe. Armando Salerno Mele (madeinitalyfor.me): “BigG non ci fa paura. Ma ai piccoli serve più visibilità”

23 Gen 2014

Luciana Maci

Non solo Google. In Italia ci sono altre piattaforme dedicate al Made in Italy, approdate online prima del recente debutto di google.it/madeinitaly, e tra queste c’è n’è una creata da Armando Salerno Mele, ingegnere informatico di Taranto, che dice al Corriere delle Comunicazioni: “Google non ci fa paura, anzi contribuirà a incrementare l’attenzione internazionale verso le eccellenze italiane”.

La piattaforma di Salerno Mele (nella foto) si chiama madeinitalyfor.me ed è un portale dedicato ai numeri uno dell’artigianato del nostro Paese. Nel blog, incentrato sulla comunicazione, si danno notizie relative a questo mondo, si pubblicizzano eventi correlati, si raccontano storie di artigiani. Nel sito di e-shop i singoli artigiani possono mettere in vendita i loro prodotti, inserendo foto, prezzo e una breve descrizione dell’oggetto, versando al gestore del sito una fee del 9% sulle vendite. Il responsabile della piattaforma fornisce all’artigiano anche un servizio di cura dei contenuti.

Paragonare l’iniziativa di Google con quella dello startupper tarantino è come rievocare l’eterno confronto tra Golia e Davide. BigG ha chiamato a raccolta partner come il ministero dell’Agricoltura e Unioncamere per produrre un sito-vetrina dove sono magnificati prodotti agricoli e artigianali di eccellenza del made in Italy, dal prosciutto di Parma ai vetri di Murano. E lo ha fatto attraverso il Google Cultural Institute, con 6 ingegneri totalmente dedicati al progetto.

Armando Salerno Mele ha fatto tutto da solo. Nel 2010 ha provato a chiedere un finanziamento a Invitalia, l’agenzia per l’attrazione degli investimenti, ma è andata male. Allora si è rimboccato le maniche, e soprattutto si è frugato nelle tasche, e ha deciso di investire 40mila euro di soldi propri. E ha anche ideato personalmente la piattaforma informatica, essendo laureato in Informatica per il management e avendo poi conseguito un master in web marketing e comunicazione a Bologna. “Siamo operativi da un anno – dice Salerno Mele – stiamo cercando investitori e contiamo di andare in attivo entro i prossimi due anni: è la scommessa di ogni start up, ma noi ci crediamo perché offriamo una selezione di artigiani di alto livello, ne curiamo i contenuti, provvediamo anche la consegna del materiale con costi a carico del cliente. A breve il sito sarà tradotto anche in inglese”.

Eppure il giovane imprenditore non teme di finire schiacciato dalla piattaforma del gigante californiano. “Google non fa e-commerce come noi, è sostanzialmente interessato a vendere pubblicità alle imprese. La sua iniziativa non farà che dare maggior lustro e visibilità al Made in Italy. Siamo come due farmacie in una città: certo, la sua è una grande catena, il nostro è un negozio. Ma, a mio parere, non siamo in competizione. Una cosa però vorrei puntualizzare: i media dovrebbero occuparsi anche di noi piccoli, perché abbiamo bisogno di maggiore visibilità”.

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