LE NUOVE MISURE

Materie prime critiche, disco verde del Parlamento Ue. Urso: “Svolta strategica”

Meno burocrazia per promuovere l’innovazione e sviluppare materiali alternativi, obiettivi ambiziosi per il riciclo e partenariati con paesi terzi per aumentare l’approvvigionamento. Atteso il via libera del Consiglio per la pubblicazione in Gazzetta e l’entrata in vigore

Pubblicato il 13 Dic 2023

Domenico Aliperto

Adolfo Urso 3

Il Parlamento europeo ha approvato la legge sulle materie prime critiche. Con 549 voti favorevoli, 43 voti contrari e 24 astensioni, il dispositivo passerà ora al vaglio del Consiglio per la pubblicazione in Gazzetta e l’entrata in vigore.

Urso: “Un punto di svolta per la politica industriale”

“Il nuovo regolamento europeo sulle materie prime critiche è un punto di svolta nella politica industriale europea sulla strada dell’autonomia strategica nelle tecnologie green e digitale”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Pone degli obiettivi ambiziosi per quanto riguarda l’estrazione, la lavorazione e il riciclo, che dobbiamo raggiungere in pochi anni se vogliamo garantire la nostra catena di approvvigionamento e quindi il nostro sistema produttivo. L’Italia farà la sua parte: stiamo già predisponendo con il ministro Pichetto Fratin la mappa aggiornata delle miniere che potranno contribuire agli obiettivi comuni europei e il contesto legislativo per favorire l’attività di impresa, anche per quanto riguarda il riciclo dove siamo all’avanguardia in Europa”, ha continuato Urso, che ha ricordato anche “il lavoro comune fatto con Germania e Francia nella trilaterale industria che ha indirizzato i lavori dell’Unione” e la realizzazione del fondo strategico nazionale istituto con il ddl Made in Italy per supportare gli investimenti delle imprese.

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Il lavoro degli europarlamentari

Durante i negoziati con il Consiglio, i deputati hanno spinto per una maggiore attenzione alla produzione e all’espansione dei materiali che possono sostituire le materie prime strategiche. Gli europarlamentari hanno lavorato anche per assicurare la definizione di obiettivi per promuovere l’estrazione di più materie prime strategiche dai prodotti di scarto e insistito sulla necessità di ridurre la burocrazia per le aziende, in particolare le piccole e medie imprese.

I deputati hanno sottolineato l’importanza dei partenariati strategici tra l’Unione e i paesi terzi per le materie prime critiche, al fine di diversificare l’offerta dell’Ue, con vantaggi per tutte le parti. Hanno ottenuto misure per realizzare partenariati di lungo termine su trasferimento di conoscenze e tecnologie, formazione e aggiornamento professionale, per nuovi posti di lavoro che offrano migliori condizioni di lavoro e di reddito, nonché per effettuare l’estrazione e la lavorazione nei paesi partner secondo i migliori standard ecologici.

Cosa prevede il framework

Il risultato è una legislazione che prevede incentivi economici e un contesto imprenditoriale più stabile e sicuro per i progetti di estrazione e riciclaggio, con procedure di autorizzazione più rapide e semplici. Il framework, in questo senso, ha l’ambizione di rendere l’Unione più competitiva e indipendente attraverso la riduzione della burocrazia, la promozione dell’innovazione lungo l’intera catena del valore e il sostegno alle pmi. L’obiettivo è anche di promuovere la ricerca, lo sviluppo di materiali alternativi e metodi di estrazione e produzione più rispettosi dell’ambiente.

“Questa normativa è un progetto di politica industriale per un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime in Europa”, ha commentato la relatrice tedesca Nicola Beer. “Grazie a incentivi economici mirati, stiamo creando certezza nella pianificazione dei progetti per gli investitori privati, attraverso punti di contatto unici per le imprese e procedure di autorizzazione rapide e semplici con scadenze chiare per le autorità nazionali. Ciò stimolerà l’estrazione, la lavorazione e il riciclaggio in Europa”.

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