IL PERSONAGGIO

Maximo Ibarra (davvero) al timone di Open Fiber?

Le voci circolano da settimane, dopo quelle che lo vedevano candidato alla poltrona di ceo di Tim, ma al momento non ci sono conferme. Fatto sta che fra Bassanini e Pompei pare non corra buon sangue

30 Ago 2017

Mila Fiordalisi

La voce circola già da settimane. E oggi il Corriere della Sera la riecheggia pur senza conferme ufficiali. Maximo Ibarra, ex Ad di Wind e primo timoniere del “colosso” Wind Tre, si preparerebbe a rientrare nel mondo delle Tlc dalla porta di Open Fiber. C’è chi sostiene – sempre voci non confermate – che Ibarra potrebbe prendere il posto di Tommaso Pompei con il quale – ennesimo tam tam– il presidente Franco Bassanini non si troverebbe troppo in sintonia, qualcuno dice che addirittura sarebbero ai ferri corti.

L’incarico di Pompei è fino ad aprile 2019 e secondo quanto risulta a CorCom il manager manterrà per certa la poltrona fino ad aprile 2018, dopodiché si vedrà. Ma il si vedrà non implica necessariamente la staffetta. E se staffetta ci sarà non bisogna dimenticare che la questione è più che mai politica considerato che il futuro della società della fibra di Enel e Cdp è in qualche modo strettamente connesso a quello di Tim, o meglio della rete di Tim. La questione dello scorporo è tornata in auge e non a caso. E questa volta, più che in passato, l’ipotesi di una newco della fibra può rappresentare la soluzione per spingere l’infrastrutturazione-Paese e mettere la parola fine alla guerra a carte bollate fra operatori.

Tornando a Ibarra, il manager ha di certo un curriculum invidiabile considerata la giovane età. Al momento, come si legge sul suo profilo Linkedin, è impegnato come professore di Digital Marketing alla Luiss; nei giorni scorsi lo si è visto al meeting di Rimini come relatore al seminario dedicato a “Lavoro, formazione e innovazione”. E certamente lo rivedremo ancora. Se in casa Open Fiber, persino in Tim dice qualcuno, è tutto da vedersi.

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