ITALIAN DIGITAL DAY

Mazza (Fimi) critico: “A Venaria si doveva parlare anche di contenuti”

Il presidente della Federazione dell’industria musicale italiana: “Non basta discutere solo di piattaforme e infrastrutture tecnologiche”. Anche Confalonieri all’attacco: “Internet non può essere il regno della gratuità”.

21 Nov 2015

“Il limite dell’iniziativa del governo a Venaria Reale in occasione dell’Italian Digital Day è che lì non si è parlato di contenuti. Non si può solo discutere di piattaforme ed infrastrutture tecnologiche, ma bisogna soffermarsi soprattutto sui contenuti”: lo ha detto Enzo Mazza, presidente della Fimi (Federazione industria musicale italiana), intervenendo alla giornata di inaugurazione di Hackathon, facendo eco al presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, che aveva sottolineato la necessità di tutelare i contenuti dall’aggressività del web e dalla pirateria. “La parola gratis non va bene – aveva aggiunto Confalonieri – Per quelli della mia generazione questa parola non è mai esistita. I contenuti su Internet vanno pagati”.

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Sulla stessa lunghezza d’onda anche Filippo Sugar, presidente della Siae, che ha aggiunto che la mancanza di pagamento a fronte di un contenuto è un “errore concettuale”, visto che, tra l’altro, “la creatività è il terzo settore per occupazione in Europa”, ha aggiunto nel corso di un panel dedicato alla musica, al quale hanno partecipato anche Enzo Mazza, Daniela Biscarini, responsabile multimedia entertainment di Telecom Italia, Roberto Razzini, ceo della Warner Chappel Music Italia, e il duo musicale Zero Assoluto.