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Merger&acquisition, nel 2001 boom in nome della cyber-sicurezza

PwC registra 37 accordi per un valore complessivo di 10 miliardi di dollari nel primo semestre dell’anno. Il mercato è frammentato e potenzialmente enorme: con l’aumento delle minacce fiorisce anche il business delle società di security

02 Dic 2011

La crescita delle minacce globali su Internet incentiva
l’attività di M&A nel settore della cyber-security. Il numero e
il valore degli accordi è notevolmente aumentato negli ultimi
anni, con un vero boom nei primi sei mesi del 2011, in
contemporanea col moltiplicarsi dei rischi informatici tanto per le
aziende quanto per i consumatori. Al tempo stesso, le rapide
evoluzioni della tecnologia rendono essenziale per le società
della cyber-sicurezza espandersi e aggiornarsi. E’ quanto emerge
dal nuovo studio di PricewaterhouseCoopers.

La società di ricerche registra 37 accordi per un valore totale di
10 miliardi di dollari nella prima metà del 2011, un incremento
del 70% rispetto allo scorso anno e molto al di sopra della media
annuale di 6 miliardi di dollari per gli ultimi tre anni.

“L’attività di fusione e acquisizione nell’industria della
cyber-security è destinata ad aumentare ancora data la
frammentazione del mercato e le buone prospettive di crescita”,
sottolinea Barry Jaber, security industry leader di PwC in Gran
Bretagna. 
"Le aziende della tecnologia e dell’It stanno
facendo acquisizioni per differentiare la loro offerta, mentre le
società della difesa continuano a cercare accordi per
diversificare le loro attività”, aggiunge.

La spesa globale complessiva in cyber-sicurezza è prevista intorno
ai 60 miliardi di dollari nel 2011 e dovrebbe crescere del 10% ogni
anno nei prossimi tre-cinque anni, calcola PwC. Nella sola Gran
Bretagna la spesa raggiungerà circa 3 miliardi di sterline.

Gli investimenti del settore privato sono il traino nella maggior
parte delle regioni, fatta eccezione per gli Stati Uniti, dove il
governo effettua investimenti colossali per la sicurezza
informatica, quasi quanto tutto il settore privato. Negli Usa, la
domanda è trainata da una forte industria hitech e dal fatto che i
budget dei settori della difesa e dell’intelligence sono
nettamente più alti che in ogni altro Paese, nota PwC.



Il mercato è potenzialmente enorme ovunque, però, perché le
minacce informatiche sono in costante aumento, arrivano da nuove
fonti e seguono nuove modalità; in particolare, l’esplosione dei
device mobili e l’affermazione del cloud computing creano
ambienti più facilmente penetrabili, conclude lo studio. Ma con
l’aumento delle minacce cresce la consapevolezza delle aziende e
dei consumatori e la loro volontà di difendersi- e così il
business dei prodotti di sicurezza si espande.

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