IL CASO

Meta chiude Novi, il servizio di criptovalute social

Dal prossimo 1° settembre per gli utenti non sarà più possibile accedere agli account e trasferire denaro tramite il portafoglio digitale. La tecnologia verrà utilizzata per implementare il metaverso

04 Lug 2022

Lorenzo Forlani

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A meno di un anno dal lancio, chiuderà il prossimo 1 settembre il progetto Novi, il servizio per trasferire denaro tramite il portafoglio digitale di criptovaluta di Facebook-Meta. Lo ha annunciato la stessa azienda fondata da Mark Zuckerberg con un messaggio agli utenti. L’app Novi, così come la sua integrazione per Whatsapp, avranno delle limitazioni d’uso già a partire dal prossimo 21 luglio, giorno a partire dal quale gli utenti non potranno più versare denaro nei propri account, tanto che la stessa Novi ha consigliato di prelevare il proprio saldo “il prima possibile”, cioè prima che chiuda il sito web. L’azienda ha fatto sapere che gli utenti possono o trasferire il loro saldo rimanente sul proprio conto bancario, oppure prelevare i fondi digitali sotto forma di valuta fiat, quando è possibile. Gli utenti di Novi, a partire dal 1 settembre, non potranno più accedere ai loro account, il ché include anche l’impossibilità di accedere allo storico delle transazioni effettuate.

L’opzione metaverso

Non è tuttavia la fine per il progetto, che potrebbe semplicemente “migrare” in un’altra dimensione, cioè quella del metaverso, cioè lo spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso elementi personalizzati: “stiamo sfruttando gli anni spesi nel creare progetti su blockchain per introdurre nuovi prodotti, come oggetti da collezione digitali. Aspettatevi di vedere di più da noi in nuovi contesti, convinti che tali tecnologie possano apportare alle persone e alle aziende nel metaverso dei grossi vantaggi”, ha dichiarato a The Verge un portavoce del colosso.

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Le incertezze dei mercati e la crisi crypto

Meta aveva lanciato il progetto pilota Novi nell’ottobre dello scorso anno, in collaborazione con l’exchange Coinbase – “custody partner” del progetto, che ha messo a disposizione lo spazio di archiviazione digitale e le tecnologie di sicurezza informatica – , nell’ambizione di diventare una compagnia di riferimento nel mondo delle valute crittografiche. Tuttavia, invece di una moneta proprietaria, chiamata Libra, Novi aveva finito per utilizzare la stablecoin USDP di Paxos Trust, per consentire ad una più larga fetta di utenti di eseguire transazioni. La decisione di chiusura di Novi avviene in un momento critico per le criptovalute, con l’intensificarsi della flessione dei mercati e i problemi di liquidità di società importanti come Celsius Network e Three Arrows Capital. Ciò che è accaduto lo scorso maggio – col collasso della stable coin UST, legata a Terra-Luna, che ha perso il suo peg al dollaro – ha generato preoccupazione negli investitori e nelle autorità di regolamentazione, nei quali avanza il sospetto che certe stablecoins non abbiano la necessaria copertura per il riscatto di determinate somme durante le crisi dei mercati.

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