LA TRIMESTRALE

Meta, ricavi in calo per la prima volta nella storia. Utili in picchiata

Le entrate del gruppo a cui fanno capo Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger sono diminuite dell’1%, attestandosi a 28,8 miliardi di dollari. Profitti giù del 36%. Pesa la contrazione della spesa pubblicitaria e la transizione al metaverso. Zuckerberg: “Situazione peggiora, dovremo fare di più con meno”. Si profila una riduzione dei piani di assunzione

28 Lug 2022

Domenico Aliperto

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I ricavi trimestrali di Meta sono diminuiti anno su anno per la prima volta in assoluto, con profitti in calo di oltre un terzo rispetto a un anno fa. “Dovremo fare di più con meno“, ha dichiarato il numero uno di Meta Mark Zuckerberg, commentando le performance negative. Principalmente – ma non solo – a causa della concorrenza di altre piattaforme come TikTok e dei tagli al budget degli inserzionisti, le entrate del gruppo a cui fanno capo Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger sono infatti diminuite dell’1% nel secondo trimestre 2022, attestandosi a 28,8 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è sceso a 6,7 miliardi. Si tratta di un calo del 36% rispetto ai 10,39 miliardi (o 3,61 dollari per azione) dello stesso periodo di un anno fa. Gli analisti, in media, si aspettavano guadagni di 2,54 dollari per azione su un fatturato di 28,91 miliardi, secondo un sondaggio di FactSet.

In seguito alla divulgazione dei dati, le azioni di Meta sono scese di 6,88 dollari, ovvero del 4,1%, a 162,70 dollari, nel trading after-hour.

L’analisi del top management

“La situazione sembra peggiore rispetto a tre mesi fa”, ha riconosciuto Zuckerberg parlando con gli analisti, stimando di rallentare il ritmo degli investimenti e pensando a una “riduzione della crescita del personale il prossimo anno”.

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Meta ha 84 mila dipendenti in tutto il mondo, il 32% in più rispetto a un anno fa. Facebook ha comunque aumentato il numero di utenti attivi giornalieri a 1,97 miliardi, ma ha perso 2 milioni di utenti mensili. Al 30 giugno, 3,65 miliardi di persone in tutto il mondo utilizzavano almeno uno dei quattro canali del gruppo ogni mese. “Stiamo investendo maggiore energia e ci concentriamo sulle nostre priorità aziendali chiave che sbloccano opportunità sia a breve che a lungo termine per Meta e per le persone e le aziende che utilizzano i nostri servizi”, ha affermato Zuckerberg.

“Questa prospettiva riflette il perdurare del contesto di debole domanda pubblicitaria che abbiamo riscontrato durante il secondo trimestre, che riteniamo sia guidato da una più ampia incertezza macroeconomica”, ha precisato in una nota il responsabile finanziario David Wehner. Ma al di là della recessione economica, Meta deve affrontare anche altre delicatissime sfide, tra cui la prossima partenza del direttore operativo Sheryl Sandberg, il deus ex machina a cui si deve gran parte del successo dell’attività pubblicitaria dell’azienda. Meta ha comunicato la promozione di Wehner a Chief Strategy Officer, ruolo attraverso il quale supervisionerà la strategia dell’azienda e lo sviluppo aziendale. Susan Li, attualmente vicepresident, lo sostituirà come Cfo.

“Il calo anno su anno delle entrate trimestrali indica la rapidità con cui il business di Meta si è deteriorato”, ha piegato l’analista di Insider Intelligence Debra Aho Williamson. “Prima di questi risultati, avevamo previsto che le entrate pubblicitarie mondiali di Meta sarebbero aumentate del 12,4% quest’anno, a quasi 130 miliardi di dollari. Ora, è improbabile che raggiunga quella cifra”. L’esperta ha aggiunto che la buona notizia, se così si può definire, è che anche i concorrenti di Meta stanno subendo dei rallentamenti. Il vero problema di Meta è che si trova nel mezzo di una trasformazione aziendale che, a suo dire, richiederà anni per essere completata.

E la Federal Trade Commission fa causa al gruppo

Ma anche rispetto alla crescita sul fronte del metaverso, il gruppo di Mark Zuckerberg deve affrontare nuove grane: la Federal Trade Commission degli Stati Uniti ha fatto causa alla società. L’obiettivo è quello di impedire l’acquisizione – annunciata lo scorso ottobre – di Within Unlimited, azienda specializzata nella produzione di prodotti per la realtà virtuale e aumentata.

Secondo la commissione Meta non dovrebbe acquisire Within e la sua applicazione Supernatural in quanto è “già un attore chiave all’interno del settore della realtà aumentata”. La richiesta di ingiunzione preliminare presso un tribunale federale della California è stata approvata dalla commissione con tre voti favorevoli e due contrari.

La commissione accusa tra l’altro il fondatore di Meta, Mark Zuckerberg, di aver tentato di monopolizzare il settore acquistando il visore Oculus Vr nel 2014 e sette studi per lo sviluppo di applicazioni per la realtà aumentata. “Invece di competere in maniera sana, Meta sta tentando di comprare una realtà già affermata all’interno del settore”, ha affermato il vice direttore del dipartimento per la concorrenza della commissione, John Newman.

Ma secondo Meta il provvedimento della Ftc rappresenta “una speculazione basata su valutazioni di natura ideologica: l’idea che l’operazione possa determinare dinamiche anticoncorrenziali in uno spazio così ampio semplicemente non è credibile”.

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