L'INTERVENTO

Metaverso, Vestager pronta ad aprire un dossier: “Possibili abusi”

Nel mondo virtuale prefigurato da Facebook rischiano di crearsi posizioni dominanti e l’Ue vorrebbe esaminare le sfide antitrust. Nel mirino le “iterazioni”, gli acquisti e l’uso dei token

19 Gen 2022

Patrizia Licata

giornalista

Il futuro funzionamento del metaverso sarà oggetto di un attento scrutinio da parte delle autorità europee. Lo ha indicato la commissaria Ue all’antitrust Margrethe Vestager in un’intervista con la testata online Politico.eu. La vice-presidente esecutiva della Commissione europea ha affermato che l’evoluzione su cui Meta (Facebook) è al lavoro, e che rappresenta oggi uno dei macro-trend del mondo digitale, sarà probabilmente al centro di un esame accurato per le implicazioni sulla concorrenza di mercato.

Per Vestager il progetto di creare un ecosistema virtuale che racchiude molteplici attività rappresenta una nuova sfida per i regolatori antitrust.

Un marketplace virtuale che va regolato

Il mondo del metaverso preannunciato da Mark Zuckerberg e divenuto l’insegna del nuovo brand Meta è costituito da una serie di spazi virtuali dove gli utenti possono interagire, lavorare, studiare, giocare, comprare, fruire di contenuti e intrattenimento in un ambiente digitale immerso che rispecchia quello reale e dove, quindi, si crea un ambiente economico, e quindi competitivo, parallelo.

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“Il metaverso presenterà nuovi mercati e una serie di diverse attività. Si formerà un marketplace dove alcuni attori potrebbero avere una posizione dominante”, ha dichiarato Vestager. “È un’evoluzione che dobbiamo essere in grado di seguire”.

Le repliche del metaverso

Vestager osserva che il progetto di Meta non è l’unico del suo genere e ci già numerose iterazioni del metaverso, come Decentraland e Sandbox. Molti retailer stanno cercando di conquistarsi un posto nel mondo virtuale, intenzionati a offrire nel metaverso beni virtuali scaricabili o a costruire negozi con articoli virtuali. Ci sono addirittura agenzie che vendono spazi “immobiliari”, virtuali ma con prezzi di centinaia di migliaia di dollari. Addirittura le autorità pubbliche di Shanghai vorrebbero offrire servizi al cittadino tramite il metaverso.

Nel metaverso crescerà anche l’utilizzo dei nonfungible token o Nft, asset digitali basati sulla blockchain e che verranno usati nell’economia virtuale come moneta di scambio o certificato di proprietà di un bene.

Il caso del gaming. L’Ue pronta a muoversi

L’analisi della concorrenza nei mondi virtuali parte dal settore del gaming, dove già “ci sono persone che pagano centinaia di migliaia di dollari per articoli che si scambiano online”, ha evidenziato Vestager. “E in questo scambio ci sono intermediari umani tra chi vende e chi compra”.

Accade tutto online, ma ci sono mercati che stanno nascendo, anche in altri settori, e che non possono essere considerati al di fuori delle regole, secondo Vestager.

È presto per definire come si muoverà l’antitrust europeo, ha concluso la commissaria. Ma è opportuno iniziare ora ad analizzare il mercato che si sta formando. Ed è probabile che la prima mossa di Bruxelles sarà esaminare le aree in cui si potrebbero creare abusi di mercato.

Oculus, visori sotto inchiesta negli Usa

Le dichiarazioni della commissaria Vestager sono in linea con quanto accade sul fronte antitrust negli Stati Uniti, dove la Federal Trade Commission (Ftc) e alcuni stati (New York, Tennessee e North Carolina) stanno indagando su Oculus, la divisione di realtà virtuale di Meta, per verificare eventuali pratiche anticoncorrenziali.

Le autorità vogliono accertare se Meta abbia usato o no il suo potere di mercato per soffocare la concorrenza nell’area della realtà virtuale.

La Ftc ha audito gli sviluppatori esterni per capire se l’app store di Oculus possa discriminare le terze parti che vendono app e competono con il software di Meta. L’attenzione è tenuta alta anche sulla strategia di vendita di Meta per il visore Oculus VR, il cui prezzo è inferiore a quello della concorrenza.

Meta si è rifiutata di commentare, ma l’indagine potrebbe complicare i piani dell’azienda sul metaverso: per accedere ai mondi digitali immersivi sono necessari i dispositivi come i visori per la realtà virtuale e aumentata. Nel presentare la strategia Zuckerberg ha evidenziato che questi device diventeranno una grande piattaforma informatica per la comunicazione umana, sostituendo alla fine alcune interazioni di persona.

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