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IL DIBATTITO

Metroweb, Recchi: “Il ‘condominio’ non ci interessa. Così si blocca lo sviluppo delle Ngn”

Secondo l’Ad Wind Maximo Ibarra serve un veicolo “aperto” ma il presidente di Telecom Italia non ci sta: “Frammentare l’infrastruttura rallenta il percorso”. E sulla rete in rame: “Irrazionale pensare di smantellarla”

05 Dic 2014

F.Me.

Il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, è contrario ad una frammentazione dell’azionariato di Metroweb. ”Frammentare un’infrastruttura non fa che rallentare un percorso” risponde Recchi interpellato sulla proposta dell’Ad di Wind, Maximo Ibarra, di entrare con gli altri operatori di tlc in Metroweb per farne un veicolo di collaborazione sulla rete. ”I condomini fanno sempre fatica a prendere decisioni figuriamoci a costruire una rete di nuova generazione”, afferma Recchi.

“Il nostro ruolo di sviluppatore e di più grande proprietario di una rete fissa in Italia ritengo sia imprescindibile”, ha detto ancora Recchi sottolineando come bisogna partire dalle sinergie tra la rete di Telecom e gli investimenti che il gruppo sta facendo “se il Paese ha l’obiettivo di arrivare a dotarsi di una rete di nuova generazione secondo quelli che sono i target europei”.

Tornando all’ipotesi, avanzata anche da Vodafone, di aprire Metroweb ai diversi operatori, Recchi ha aggiunto: “Penso che bisogna separare sempre il ruolo degli azionisti dal ruolo della società e della gestione, perché sono due ruoli totalmente diversi. L’indirizzo delle società per quello che riguarda gli obiettivi strategici di un Paese si dà con le regole e con la capacità regolatoria che il Paese ha di creare un sistema che sia favorevole agli investimenti e protettivo della concorrenza, dell’antitrust, degli interessi dei consumatori. Sono le regole – ha sottolineato Recchi – che definiscono il perimetro, non i possessori delle quote”.

Recchi ha quindi di nuovo ribadito che l’ipotesi di aprire Metroweb a tutti gli operatori “non è un tema. Noi abbiamo fatto un’offerta su Metroweb agli azionisti, aspettiamo la loro risposta. Pensiamo che le sinergie tra noi e Metroweb siano molte e soprattutto che siano abilitanti della possibilità di costruire una rete di nuova generazione nella maniera piu’ rapida ed efficiente possibile. Che è la cosa di cui il nostro Paese ha bisogno”.

Per quanto riguarda invece l’ipotesi, lanciata dal vicesegretario generale di Palazzo Chigi, Raffaele Tiscar di smantellare la rete telefonica in rame nel giro di dieci anni, è “irrazionale”, secondo Recchi. Il manager si è invece detto d’accordo con le posizioni dell’Asati al riguardo.

“Sono d’accordo che la rete in rame è un asset esistente importantissimo da cui bisogna partire per ottenere le velocità sempre maggiori che vengono richieste. Oggi – ha proseguito Recchi – ci sono tecnologie già in essere, già in montaggio, che ci stanno già consegnando gli obiettivi che ci siamo posti. Per cui, parlare di annullare una rete esistente così capillare come la nostra, che collega 30 milioni di utenze, per ricostruire una rete nuova è secondo me irrazionale”.

“Per cui partendo dalla nostra rete, dalla valorizzazione di un asset esistente, noi arriveremo a scalare le classifiche della diffusione dell’ultrabroadband in Europa. Qualunque altro schema – ha concluso Recchi – potrebbe probabilmente solo rallentare questo processo”.

Il managre ha poi commentato il piano Juncker per favorire gli investimenti in Europa, soprattutto nel settore Ict, “ma bisogna vedere quante di queste risorse effettivamente verranno disponibili”.

“E’ un piano – ha rilevato – che è partito con 300 miliardi di investimenti disponibili che adesso non sono ancora stati declinati completamente, per oggi se ne sono visti circa 25, mi sembra”.

“Quel che è certo – ha comunque sottolineato Recchi – è che queste risorse, destinate all’Ict, sono degli abilitatori straordinari di crescita dei Paesi, perché oggi attraverso l’Ict si creano non solo posti di lavoro ma sviluppi di Pil”.

Sulla partira brasiliana non ha fatto commenti particolari. “Vediamo cosa succede, non cambia niente”, ha detto Recchi a proposito dell’offerta lanciata da Altice sulla controllata portoghese del gruppo brasiliano Oi, Pt Portugal.

Quanto, invece, alle mire della stessa Telecom su Oi, Recchi ha spiegato che non ci sono novità. “Non c’e’ notizia da dare. Abbiamo sempre detto dove siamo e cioè che è in corso un processo di analisi, come deliberato dal board, per cui non ci sono novità”.

Intanto la compagnia ha fissato il Cda di fine anno il 18 dicembre. La riunione servirà tra l’altro a fare un primo esame degli aggiornamenti al piano triennale 2014-2016 che saranno poi approvati dal board di febbraio, secondo una prassi consolidata del gruppo di tlc.

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