LA LETTERA

Metroweb, Vodafone: “Olo entrino in capitale e cda in caso di cessione quota F2i”

In una lettra inviata all’Antitrust la compagnia spiega: “Solo così si garantisce una gestione neutrale e indipendente della rete”. E boccia l’ipotesi di vendita a Telecom: “Operazione lesiva della concorrenza”

03 Dic 2014

F.Me.

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Vodafone Italia ritiene che, se F2i deciderà di cedere la sua partecipazione in Metroweb, l’unica soluzione che consentirebbe di garantire una gestione neutrale della rete a banda ultra larga è l’ingresso degli operatori alternativi interessati nell’azionariato della società. Lo si legge in una lettera inviata da Vodafone a fine novembre all’Autorità garante della Concorrenza, consultata da Reuters.

La compagnia che, insieme a Telecom Italia ha manifestato al fondo F2i il suo interesse per l’acquisizione della società, chiede inoltre patti parasociali che consentano a tutti i soci di Metroweb di nominare rappresentanti nel consiglio di amministrazione. I principali operatori alternativi (Olo) a Telecom Italia sono la stessa Vodafone, Fastweb, del gruppo Swisscom e Wind, controllato dalla russa Vimpelcom. Offre servizi di telefonia fissa nazionale anche Tiscali.

Vodafone boccia qualunque ipotesi che possa portare alla cessione del controllo di Metroweb a Telecom Italia, perchè ci sarebbero sicuramente effetti lesivi della concorrenza. I principali azionisti di Metroweb Italia sono il fondo F2i, che ha la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) tra i principali sponsor, e il Fondo Strategico Italiano, controllato dalla Cdp all’80%.

L’acquisizione da parte di Telecom Italia costituirebbe di fatto la joint-venture tra la Cdp e l’ex-incumbent per gli investimenti in una rete di nuova generazione.

La lettera di Vodafone ricorda inoltre che Fastweb è già azionista di Metroweb. L’autorità “dovrebbe almeno imporre la facoltà di ingresso nel capitale sociale di Metroweb Italia anche a favore degli altri Olo eventualmente interessati – dice la lettera – accompagnato dalla previsione di idonei patti parasociali che, a prescindere dalla consistenza della partecipazione detenuta, possano consentire agli Olo di nominare i propri rappresentanti negli organi di governo della società e di ragionevolmente influenzare l’adozione di misure strategiche. Tale soluzione sarebbe l’unica realmente in grado di garantire una gestione della rete indipendente e neutrale”.