Microsoft: caccia al ceo, il capo di eBay rifiuta l'offerta - CorCom

IL DOPO BALLMER

Microsoft: caccia al ceo, il capo di eBay rifiuta l’offerta

Il board al lavoro per trovare il successore di Ballmer entro l’anno. Ma sarebbero già arrivati i primi no fra cui quello di John Donahoe, l’Ad del sito di aste online. Fra i papabili Mulally (Ford), Elop (Nokia) e Maritz (Pivotal)

10 Ott 2013

L.M.

Il board di Microsoft punta a trovare il successore del Ceo Steve Ballmer entro l’anno, perciò sta avendo colloqui preliminari con vari candidati e sta già incassando i primi “no”, tra cui quello dell’ad di Ebay, John Donahoe. Sono le ultimi rivelazioni di Bloomberg che ricorda come Ballmer, alla guida del gruppo di Redmond dal 2000, avesse annunciato già da agosto l’intenzione di lasciare l’incarico entro il 2013.

Sempre secondo le fonti anonime dell’agenzia giornalistica, i componenti del consiglio di amministrazione hanno già parlato con Alan Mulally, attuale Ceo di Ford, negli ultmi giorni dato tra i favoriti per la successione, ma anche con Stephen Elop, amministratore delegato dell’ex Nokia Oyj, comunque destinato a rientrare in Microsoft quando sarà completata l’acquisizione della company europea per 7,2 miliardi di dollari da parte del colosso americano. Il board ha poi incontrato l’ex numero 3 di Microsoft, Paul Maritz, oggi Ceo di Pivotal, e il capo del “business development and evangelism” dell’azienda di Redmond, Tony Bates.

Sempre secondo i rumor, i consiglieri di amministrazione hanno richiesto la consulenza di veterani della Silicon Valley come Charles Giancarlo, ex dirigente di Cisco Systems e oggi managing director di Silver Lake, società di private equity.

Naturalmente l’annuncio della nomina del nuovo Ceo dipenderà molto dalla lunghezza delle trattative sul compenso e, in caso di “esterni”, dalla conclusione del rapporto con il precedente datore di lavoro. Ma è certo che il gruppo ha urgenza di nominare un nuovo leader che sappia guidare la transizione verso il settore mobile e sia in grado di integrare l’esperienza di Nokia.