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POLTRONE

Microsoft, si accende il turnover del post-Ballmer

Stephen Luczo (presidente e ceo di Seagate) esce dal cda. Per gli analisti il board potrebbe subire altre trasformazioni nei prossimi mesi

21 Mar 2014

Patrizia Licata

Il chairman e Ceo di Seagate Stephen Luczo ha annunciato la sua uscita dal cda di Microsoft, dove ha servito per quasi due anni e ha svolto un ruolo chiave per la nomina del nuovo Ceo Satya Nadella, per concentrarsi sui suoi compiti interni a Seagate.

Nel board di Microsoft, Luczo, 57 anni, il più giovane e recente ingresso nel cda fino alla nomina di Mason Morfit la scorsa settimana, faceva parte dei comitati sui compensi e l’audit ed è stato membro anche del comitato per la ricerca del Ceo che ha alla fine raccomandato Nadella come nuova guida di Microsoft. Luczo era considerato da Wall Street la figura più “tecnica” all’interno del board.

Ora il cda di Microsoft si compone di dieci membri: Steve Ballmer, ex Ceo di Microsoft; Dina Dublon, ex chief financial officer di JPMorgan Chase; Bill Gates, il fondatore di Microsoft che oggi agisce come technology advisor; Maria M. Klawe, presidente dell’Harvey Mudd College; David F. Marquardt, general partner di August Capital; G. Mason Morfit, presidente di ValueAct Capital; Satya Nadella, l’attuale Ceo di Microsoft; Charles H. Noski, ex vice chairman di Bank of America; Dr. Helmut Panke, ex presidente del board of management di BMW; e John W. Thompson, Ceo di Virtual Instruments.

Morfit, il più recente ingresso nel board di Microsoft, sarebbe interessato, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, a spostare il focus dell’azienda sulle sue attività legate ai software e servizi enterprise piuttosto che su quelle legate ai software per il mercato consumer e ai device in genere.

Microsoft non sta al momento cercando un sostituto per Luczo, ma assume regolarmente nuovi membri nel suo cda.

“L’uscita di Luczo è un segnale di un’evoluzione in corso a Redmond”, commenta Daniel Ives, analista di Fbr Capital Markets. “Potrebbero esserci altri cambiamenti nel board nei prossimi anni per far entrare nuova linfa tra i membri del cda e muovere l’azienda nella giusta direzione di business”.

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