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CONCORRENZA

Microsoft-Skype, Cisco e Messagenet contro il deal

Le due aziende presentano un ricorso alla Commissione Ue, che punta far saltare la fusione: nel mirino il rischio di monopolio nel settore video-conference

16 Feb 2012

Paolo Anastasio

Cisco Systems e il provider italiano di servizi VoIp Messagenet hanno fatto ricorso alla Commissione Europea, contro l’acquisizione di Skype da parte di Microsoft. Un’operazione già conclusa da tempo, che Cisco mette in dubbio per la mancanza di standard di interoperabilità fra diverse piattaforme di video conference. Il rischio, secondo Cisco e Messagent, è che si crei un monooplio di fatto nel settore della comunicazione VoIp.

L’accusa di Cisco a Microsoft riguarda la volontà di Redmond di integrare Skype con la sua piattaforma proprietaria Lync Enterprise Communications Platform, che di fatto vincolerebbe le aziende che vogliono usare questa soluzione per collegarsi ai 700 milioni di utenti che hanno un account Skype all’interno di una piattaforma compatibile soltanto con Microsoft.

Gli utenti sarebbero così bloccati all’interno della piattaforma Skype/Microsoft e non potrebbero comunicare con utenti che usano altre tecnologie, come ad esempio la piattaforma di video conference di Cisco. Cisco ha chiesto alle autorità europee di appoggiare la diffusione di standard di video comunicazione aperti, per evitare che singole aziende determinino il futuro della video comunicazione. Martine de Beer, senior Vp video and collaboration group di Cisco, ha reso noto l’appello su un blog, precisando che Cisco ha altresì chiesto alla Corte Generale dell’Ue di imporre delle chiare condizioni al deal Microsoft/Skype. Anche il provider italiano di servizi VoIp

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