Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

R&S

Mistero “Fuchsia”: così Google punta a guidare l’Internet of Things

A sorpresa spuntano tracce di un nuovo sistema operativo open source a cui il motore di ricerca sta lavorando. E si scatenano le ipotesi: la più “accreditata” riguarda la creazione di un OS in grado di far girare qualunque dispositivo nell’era dell’IoT

19 Ago 2016

La “cosa” si chiama Fuchsia. Ne ha parlato per primo GitHub, servizio di hosting per progetti software, che ne ha pubblicato il codice. Poi la notizia è rimbalzata in Rete. Le informazioni sono poche: quanto basta però a scatenare ipotesi. Potrebbe trattarsi di un nuovo sistema operativo open source su cui Google ha iniziato a lavorare? Sì, la risposta unanime. Ma sull’ambito di destinazione c’è ancora un grosso punto interrogativo.

Google ha rifiutato di fornire alcun dettaglio sul progetto.

Ciò che è noto finora è che Fucsia è un progetto open source, ma non sembra correlato a Android o Chrome, nonostante alcune speculazioni dicano che potrebbe essere sviluppato per sostituirli o per aggiungersi a essi.

L’ipotesi che vince sulle altre è che si tratti di un sistema operativo concepito per l’Internet of Things. “Penso che il sweet spot stia nell’IoT” ha detto Judith Hurwitz, analista di Hurwitz & Associates. In questo senso Fuchsia potrebbe essere specificamente progettato per funzionare embedded su tutti i dispositivi che popoleranno le nostre case nel futuro.

“Fuchsia potrebbe rappresentare il cuore dell’offerta di Google per fornire il sistema operativo che esegue l’IoT – ha detto Dan Olds, analista di OrionX -. Ovvero un sistema operativo in grado di girare su sensori che, ad esempio, controllano i livelli di fertilizzanti nei campi o le funzionalità di riconoscimento vocale per prodotti fitness. La gamma di possibilità di questo tipo di dispositivi è infinita e tutti loro hanno bisogno di un qualche tipo di sistema operativo”.

Argomenti trattati

Approfondimenti

I
internet of things
S
sistema operativo

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link

Articolo 1 di 2