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Mobilty as a service, Europa in prima linea

Secondo Juniper Research l’adozione della MaaS sostituirà ogni anno oltre 2,3 miliardi di viaggi in auto private entro il 2023: in pole Helsinki, Stoccolma, Vienna e Amsterdam. Più lenta la diffusione negli Usa

12 Set 2018

Giampiero Rossi

Il mondo dello spostarsi non è mai stato in evoluzione come in questi ultimi anni.  Non solo è in mutamento la tecnologia, ma lo è tutto il concetto di mobilità, e l’espressione di questa evoluzione è proprio la mobilità in sharing, dove il concetto che esprime tutti i vari tipi di servizi, come per esempio: il ride-sharing, il bike-sharing e il car-sharing, è la MaaS (Mobility-as-a-Service) che sta diventando un fattore predominante nella vita delle grandi città.

Anche in Italia sta aumentando sempre di più, basti pensare alla società di carsharing car2go, che ha raggiunto il traguardo dei 500.000 iscritti, aumentati del 30% rispetto ad agosto 2017, posizionando il nostro paese al secondo posto, dopo la Germania, tra le nazioni con il maggior numero di utenti.

A livello globale, poi, un nuovo studio della Juniper Research ha rilevato che l’adozione della MaaS sostituirà ogni anno oltre 2,3 miliardi di viaggi in auto private urbane entro il 2023, a fronte di soli 17,6 milioni a livello mondiale nel 2018.

La nuova ricerca ha rilevato che l’Europa occidentale guiderà l’adozione della MaaS, rappresentando l’83% dei viaggi globali MaaS nel 2023.

Al contrario, si prevede che la crescita della MaaS negli Stati Uniti sarà più lenta, data la natura frammentata del sistema statale e federale, insieme al supporto legislativo tiepido per la regolamentazione di un “libero mercato”.

Sono state classificate quindici città del mondo in base alla loro disponibilità per l’implementazione di servizi su larga scala della MaaS e le prime cinque città classificate sono state: Helsinki, Stoccolma, Vienna, Amsterdam e Austin, dimostrando come l’Europa domini in questo campo.

Lo studio prevede inoltre che l’introduzione della MaaS porterà a risparmi annuali di oltre 500 milioni di ore entro il 2023, pari a novanta ore all’anno per utente.

Di conseguenza, i livelli massimi di traffico saranno ridotti, diminuendo sia la congestione che l’inquinamento atmosferico.

Da questi dati, quello che sembra ormai chiaro è che, se la diffusione e la capillarità dei mezzi di spostamento in “sharing” aumenteranno sempre di più, la mobilità nei prossimi anni cambierà ancora rendendo quasi obsoleto il concetto di proprietà di un veicolo.

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