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LA STIMA

Morgan Stanley “boccia” la guida autonoma e declassa Waymo

Secondo la banca d’affari il mercato non decolla, soprattutto a causa della lentezza nei tempi di commercializzazione. Ridotto il valore della divisione di Google da 175 a 105 miliardi di dollari (-40%)

30 Set 2019

Antonio Dini

Dopo tante promesse, la montagna della guida autonoma sta partorendo un topolino. E i mercati reagiscono. All’entusiasmo degli anni passati si sostituisce la prudenza e la disillusione.  Morgan Stanley ha rivisto le valutazioni di Waymo, la divisione delle auto a guida autonoma di Alphabet, la casa madre di Google. I tempi di commercializzazione delle auto che si guidano completamente e in modo sicuro da sole si stanno allungando sempre di più, oltre i cinque anni immaginati negli anni passati, e la conseguenza è un taglio alla valutazione del 40%, che porta il valore di Waymo da 175 a 105 miliardi di dollari.

«Nell’ultimo anno – scrive Morgan Stanley nel report che rivede la valutazione di Waymo – ci sono stati una serie di ostacoli relativi alla commercializzazione e al progresso della tecnologia di guida autonoma. In particolare, abbiamo sottovalutato per quanto tempo è probabile che siano presenti conducenti di sicurezza all’interno delle auto e i tempi necessari alla realizzazione di servizi autonomi di condivisione dei percorsi».

Waymo ha annunciato progressi molto aggressivi, ricevendo in cambio le approvazioni normative, migliorando i sistemi di guida e collaborando con altri produttori di automobili. Tuttavia, secondo la stampa Usa gli sforzi delle auto a guida autonoma di Waymo si basano ancora fondamentalmente sull’elemento umano, cioè soprattutto sulla presenza di guidatori di sicurezza che sovrintendono i movimenti delle automobili intervenendo in caso di problemi.
Morgan Stanley ha affermato che i principali fattori che l’hanno portata a ridurre la sua valutazione sono il fatto che il settore in generale si sta sviluppando più lentamente del previsto e che le perdite nel ridesharing continueranno a salire, soprattutto a causa della continua necessità di driver di sicurezza.

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