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SILICON VALLEY

Mountain View fa autocritica: “Più minoranze e donne in azienda”

Per la prima volta Google pubblica i dati sulla composizione del suo organico e ammette: “Non siamo come vorremmo e dovremmo: ma ci stiamo dando da fare perché i prossimi risultati siano diversi”

30 Mag 2014

Francesco Magnelli

Google non adotta strategie sul personale “politicamente corrette”. Ma promette di farlo, in futuro. L’azienda di Mountain View ha pubblicato un documento, destinato a una commissione governativa, che fotografa la composizione del suoi dipendenti. La maggior parte dei suoi 44mila impiegati è maschio e di origine caucasica. Donne e minoranze etniche sono invece poco rappresentate: “Google non è come vorrebbe essere quando si parla di diversità” ha detto Laszlo Bock, vicepresidente.

“Siamo sempre stati riluttanti nel pubblicare dati riguardo la composizione della nostra forza lavoro qui a Google – ha detto Bock nella sua autocritica -. Capiamo solo ora che ci sbagliavamo, e che è ora di essere schietti riguardo i problemi. E’ difficile affrontare questi tipi di sfide se non si è preparati a discuterle apertamente e basandosi sui fatti. Quindi, qui ci sono i nostri numeri:

“Ci sono molte ragioni sul perché le compagnie tecnologiche come Google – dice Block – lottano per assumere e tenere donne e minoranze. Negli Stati Uniti solo il 18% delle donne si laurea in una disciplina tecnica o legata al mondo dell’informatica; circa il 10% di ragazzi appartenenti a etnie considerate minori, come afroamericani e ispanici, arriva alla fine del college e meno del 5% a laurearsi”. “Ma stiamo ecrcando di cambiare strategia: stiamo lavorando con i college che hanno un’alta frequenza di ragazzi appartenenti a diverse categorie sociali per incentivare la conoscenza e le possibilità lavorative del settore dell’informatica. Siamo i primi ad ammettere di non essere quel tipo di azienda che vorremmo, pronta ad abbracciare le diversità. Abbiamo investito molto tempo ed energia nell’educazione. Per esempio, quest’anno, l’ingegnere di Google, Charles Pratt, era in sede alla Howard University, dove ha spinto sulleducazione alle scienze informatiche”.

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