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Multimedia: nasce Videosign, fingerprint anti-contraffazione

E’ basata sulle chance offerte dalla blockchain la soluzione firmata Cefriel-Eco della stampa, che consente l’associazione di contenuti video a una “firma”

27 Lug 2017

Si chiama VideoSign la soluzione tecnologica realizzata da Cefriel – società che realizza progetti di innovazione digitale e di sviluppo delle organizzazioni e del capitale umano – in collaborazione con L’Eco della Stampa – leader italiano nel media monitoring e nella media intelligence – che permette a free lance e altri utenti di apporre la propria ‘firma digitale’ sui video prima di condividerli su web e social.

Il prototipo, realizzato nel 2016, si è aggiudicato un finanziamento nell’ambito della ‘Digital News Initiative‘, promossa da Google Inc. con i principali editori europei allo scopo di studiare nuovi modelli di innovazione nel settore dei media. Lo scopo della soluzione è duplice: da un lato, permette a chiunque di accertare l’autore di un contenuto trovato online con un vantaggio per la verifica delle fonti, dall’altro impedisce che altri utenti possano attribuirsi illecitamente la paternità di un video.

VideoSign si basa sulle opportunità offerte dalle ‘blockchain’ che, nate per rendere possibile la realizzazione delle criptomonete come i bitcoin, possono avere in realtà applicazioni molto più ampie e in grado di rivoluzionare il concetto di intermediazione online, anche nel campo dell’informazione. Per ogni video che si intende condividere online, VideoSign crea una specifica fingerprint: una ‘firma’ associata in maniera univoca al contenuto, che viene registrata all’interno della blockchain, associata al nome dell’autore e all’istante temporale in cui avviene la pubblicazione. Questa informazione non può essere alterata e consente di ridurre il rischio legato alla falsificazione di notizie. L’operazione avviene così senza bisogno di terze parti o enti poiché tale ruolo d’intermediazione è svolto dalla blockchain quale registro pubblico, distribuito e sicuro.

“Con VideoSign ci siamo posti l’obiettivo di sviluppare un prototipo per la certificazione dell’origine dei contenuti multimediali, affrontando un tema alquanto complesso nel panorama della lotta alle kae news. Lo scenario proposto dal progetto è l’utilizzo delle nuove tecnologie blockchain per firmare i contenuti multimediali, attraverso applicazioni distribuite realizzate con i cosiddetti ‘smart contract’, spiegano Nadia Fabrizio e Roberto Puricelli, Blockchain Expert di Cefriel. “La volontà de L’Eco della Stampa -dichiara Alessandro Cederle, direttore de L’Eco della Stampa- di contribuire all’innovazione nel settore della gestione dei contenuti ha giocato un ruolo importante nella nascita di questo progetto. L’autenticazione delle notizie in rete è importante tanto per gli autori, quanto per enti o aziende impegnati nel monitoraggio della propria reputazion”.

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