Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

IL BILANCIO

Musica nei locali pubblici, cresce del 40% il fatturato dei diritti

Scf, consorzio dell’industria musicale italiana, chiude il 2015 con i ricavi a 53,2 milioni di euro. Crescono del 20% in un anno le royalty per artisti e produttori. Il Cda nomina Enzo Mazza e Andrea Cotromano presidente e vicepresidente

02 Mag 2016

A.S.

Il fatturato di Scf è cresciuto nel 2015 del 40%, arrivando a 53,2 milioni di euro. Il bilancio del Consorzio dell’industria musicale italiana, che raccoglie i diritti per l’utilizzazione nei pubblici esercizi di musica da radio, tv e webcasting, ha visto crescere nel 2015 anche i diritti ripartiti ai titolari di copyright, come produttori e artisti, che hanno ricevuto da Scf oltre 40 milioni di euro, con un + 20% rispetto all’anno precedente. In particolare, rispetto agli artisti, Scf ha distribuito alle società che raccolgono i diritti nel settore il 34% in più di royalty rispetto all’anno precedente, corrispondenti a quasi 17 milioni di euro.

Il Consorzio Fonografici si è costituito nel 2000 ed è composto da oltre 400 case discografiche, major e indipendenti, con lo scopo di raccogliere e ripartire i compensi, dovuti ad artisti e produttori per la diffusione in pubblico di musica registrata, nel rispetto di quanto stabilito dalle direttive dell’Unione europea e dalla legge sul diritto d’autore italiano. Scf così gestisce i contratti per l’utilizzo del repertorio discografico nazionale e internazionale pubblicato in Italia, e con il rilascio di un’unica licenza permette la diffusione nei locali aperti al pubblico del repertorio musicale delle case discografiche rappresentate.

Le direttive dell’Unione Europea e la legge sul diritto d’autore italiano riconoscono e tutelano sia i diritti degli autori che compongono i brani, che vengono gestiti dalla Siae, sia i diritti dei produttori che realizzano le registrazioni musicali. Ciò significa che per diffondere in pubblico musica registrata, quando questa è protetta da diritto d’autore, qualunque sia il mezzo utilizzato, è necessario riconoscere un compenso a Scf, autonomo rispetto a quanto dovuto alla Siae.

“Nonostante un contesto economico ancora complesso e livelli di evasione superiori alla media europea, abbiamo ottenuto risultati significativi sul piano degli incassi e soprattutto abbiamo aumentato le ripartizioni agli aventi diritto“, commenta Marco Ornago, direttore generale di Scf. I risultati ottenuti lo scorso anno, prosegue la società, collocano Scf al nono posto a livello internazionale per i ricavi da diritti connessi.

L’assemblea ha inoltre eletto il nuovo Cda del consorzio, con la nomina di Andrea Cotromano, Mario Limongelli, Corrado Filpa, Alessandro Massara, Enzo Mazza, Alberto Pojaghi e Raffaele Razzini. Nella stessa seduta il board ha nominato Enzo Mazza presidente e Andrea Cotromano vicepresidente di Scf.