L'OPERAZIONE

Musk verso Opa ostile su Twitter: accantonate risorse per 46,5 miliardi

Il magnate di Tesla e SpaceX si è assicurato l’impegno di diverse banche per finanziare l’acquisto dopo l’offerta presentata a un prezzo di 54,20 dollari per azione. È quanto emerge dalle comunicazioni alla Sec

21 Apr 2022

F. Me

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Elon Musk pronto all’Opa ostile su  Twitter. Stando a un documento inviato alla Sec, il magnate di Tesla e SpaceX ha accantonato 46,5 miliardi per comprare il social network, grazie all’impegno finanziario di diverse banche, dopo dopo l’offerta presentata a un prezzo di 54,20 dollari per azione.

Non avendo ricevuto alcuna riposta dal consiglio di amministrazione di Twitter sulla sua offerta da 43 miliardi di dollari, Musk sta ora valutando di rivolgersi direttamente agli azionisti. Il patron di Tesla precisa comunque con la Sec di non aver ancora deciso in merito. Nella stessa comunicazione alla Consob americana, Musk afferma di essersi assicurato i fondi necessari per acquistare Twitter avendo ottenuto impegni da diverse banche per finanziare l’operazione. Non appena presentata l’offerta per Twitter molti osservatori avevano sollevato dubbi sulla possibilità che Musk avesse le risorse necessarie per portare a termine la transazione. Pur essendo l’uomo più ricco del mondo, Musk ha la maggior parte della sua ricchezza legata a Tesla ma, in base alle regole decise dal consiglio di amministrazione del colosso delle auto elettriche, può usare i titoli di Tesla solo in parte come collaterale per ottenere finanziamenti.

Questo aveva suscitato dubbi sulle sue possibilità di avere successo. Negli ultimi giorni però Musk si è messo al lavoro per ottenere i finanziamenti e ha centrato il suo obiettivo: si era infatti proposto di ottenere gli impegni a stanziare le risorse necessarie entro la fine della settimana. E si è assicurato impegni per 46,5 miliardi, una cifra anche superiore a quella messa sul piatto per Twitter.

L’offerta di Musk

Nei giorni scorsi Musk aveva offerto 43 miliardi per l’operazione ma è probabile che il consiglio di amministrazione della società rifiuti la proposta, stando almeno a quanto si legge sul Wall Street Journal. Twitter ha avuto un flusso di cassa negativo l’anno scorso, rendendolo un candidato insolito per un leveraged buyout. E ciononostante, gli investitori sarebbero seriamente intenzionati a concedere prestiti a Musk o ad altri potenziali acquirenti, confermano le persone informate dei fatti.

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In un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti, il consiglio di amministrazione di Twitter afferma che l’accordo sui diritti degli azionisti imporrebbe una “pena significativa” a qualsiasi persona o gruppo di investitori che acquisisca il 15% o più delle azioni della società senza l’approvazione del consiglio. Il file non menziona specificamente Musk. L’accordo sui diritti darebbe agli azionisti a partire dal 25 aprile il diritto di acquistare un millesimo di azione privilegiata per ogni azione ordinaria che possiedono, al prezzo di 210 dollari. L’azione privilegiata avrebbe gli stessi diritti di voto di un’azione ordinaria. Darebbe agli azionisti esistenti più voti, rendendo più difficile per un investitore assumere il controllo della società.

Intanto è scesa in campo anche la società di private equity Apollo Global Management che starebbe valutando – rivela Cnbc – il finanziamento di una potenziale acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk o di Thoma Bravo. Ma Apollo non sarebbe interessato a far parte di un consorzio di private equity pronto a impossessarsi della piattaforma di microblogging: qualsiasi finanziamento fornito verrebbe probabilmente erogato sotto forma di azioni privilegiate, secondo l’indiscrezione. Il New York Post scrive che Musk sarebbe in trattative proprio con il fondo Thoma Bravo per comprare Twitter.

 

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