IL CASO

Musk-Twitter, salta il deal. Ecco cosa potrebbe succedere adesso

Il manager ritira l’offerta da 44 miliardi: troppi account falsi non dichiarati la motivazione. Ma il social network non ci sta e sarebbe pronto ad intentare una causa. Si annuncia una lunga battaglia legale

11 Lug 2022

Federica Meta

Giornalista

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 Elon Musk fa un passo indietro e rinuncia a comprare Twitter. Per tutta risposta il social network, che perde ancora terreno in Borsa – nel pre-mercato, il titolo scende del 7,8% a 33,93 dollari dopo aver perso il 9% nel trading post chiusura di venerdì scorso – annuncia battaglia legale.

L’azione legale

Twitter hacontattato una grande società di consulenza legale di New York per dare battaglia a Elonk Musk, dopo che la scorsa settimana il miliardario ha rinunciato all’accordo per l’acquisto del social media. Secondo fonti citate da “Bloomberg”, la società ha ingaggiato lo studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz, con l’obiettivo di ottenere un cospicuo risarcimento danni da Musk, dopo l’annullamento dell’accordo di acquisto del social media per 44 miliardi di dollari. E la causa dovrebbe partire già da questa settimana nel Delaware.

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Il fondatore di Tesla e SpaceX aveva lanciato la scalata di Twitter nei mesi scorsi, dopo averne acquistato una quota di circa il nove per cento. Musk ha accusato però Twitter di mentire in merito all’effettivo volume di attività degli utenti reali nella sua piattaforma, che sarebbe assai inferiore rispetto al livello dichiarato dalla società. Twitter contesta le obiezioni di Musk, sostenendo di avergli trasmesso informazioni dettagliate e di rimuovere ogni giorno circa un milione di account falsi dalla sua piattaforma.

Per costringerlo a onorare l’accordo al prezzo concordato di 54,20 dollari per azione, Twitter è dunque pronta a trascinare il manager in tribunale.

Si preannuncia una battaglia legale costosa e foriera di nuove turbolenze per l’azienda. Cosa potrebbe succedere? Secondo il Financial Times, ci sono diversi scenari da valutare. Ma una cosa è certa: i tempi si prospettano lunghi, in quanto bisognera’ entrare nei dettagli dell’attività di Twitter e del suo operato dopo la firma del contratto anche se le parti potrebbero optare per una transazione al fine di evitare un processo costoso e potenzialmente imbarazzante.

Il parere degli esperti

Secondo John Coffee della Columbia Law School, interpellato dal Financial Times, le cose si metterebbero male per Musk in quanto “la legge è abbastanza chiara: non ci si può ritirare da un accordo nel modo in cui lui sta cercando di fare”. La pensa così anche Ann Lipton, docente di diritto societario presso la Tulane University, citata dal Financial Times, che spiega: “Poiché la sua condotta fino ad ora ha dimostrato in modo così sfacciato che stava cercando qualsiasi scusa per tirarsi indietro, inizierà la causa con un serio problema di credibilità”.

Ma cosa potrebbe succedere? Tre le ipotesi sul piatto:

  1. Elon Musk paga la penale pattuita ad aprile in caso di recesso, pari a 1 miliardo di dollari, ed esce dall’accordo. Questa, secondo gli esperti, sarebbe una vittoria per Musk, considerate come si sono messe le cose e quanto le azioni di sono deprezzate nel frattempo.
  2. Il giudice può obbligare Musk ad acquistare Twitter al prezzo concordato. Ed eventualmente può aggiungere anche una multa. Il comma 9.9 dell’accordo di fusione Musk-Twitter afferma che la società “avrà diritto a prestazioni specifiche o altro rimedio equo per far rispettare gli obblighi”. Gli esperti di diritto amministrativo Usa citano il precedente di  Ibp Inc. v. Tyson Foods Inc, con Don Tyson di Tyson Foods che interpreta il ruolo di Elon Musk. Tyson ercò di ritirarsi dall’acquisizione concordata di Ibp, ma nel 2001 fu costretto ad acquistare comunque la società proprio dalla corte del Delaware.
  3. Un accordo extragiudiziale, con Musk che paga a Twitter una grossa somma (superiore al miliardo di penale) ed evita il rischio di essere obbligato dal giudice a comprare il social network.

Perché Musk ha fatto un passo indietro

Musk sostiene che Twitter ha violato tre disposizioni distinte del contratto. In primo luogo, ha affermato che Twitter ha ripetutamente omesso di fornire informazioni adeguate sugli account falsi e di spam, necessarie per facilitare la pianificazione finanziaria della transazione. In secondo luogo, i rappresentanti di Musk affermano di aver effettuato una valutazione preliminare dei dati a cui potevano accedere e di aver scoperto che il numero di account spam e falsi sulla piattaforma era “enormemente piu’ alto” del 5% stimato da Twitter. Le dichiarazioni pubbliche di Twitter nell’ambito dell’accordo contengono quindi “affermazioni materialmente inesatte”. Infine, Musk ha sostenuto che le dimissioni di dipendenti chiave di Twitter dopo la firma dell’accordo dimostrano che la societa’ non stava conducendo la sua attivita’ “in modo ordinario”, e questo potrebbe fornirgli una scappatoia. Musk ha affrontato per mesi la questione degli account falsi nelle interviste e nei suoi stessi tweet. Dal canto suo, Twitter ha sempre detto che erano limitati al 5% del totale degli account e ha acconsentito ad alcune delle sue richieste di dati. Tuttavia, l’azienda ha dichiarato di non poter condividere con terzi l’intero data base, in quanto contenente informazioni sensibili sugli utenti protette dalle leggi sulla privacy.

Per invalidare un accordo di fusione gli acquirenti devono sostenere la tesi secondo cui la società che stavano per acquisire abbia registrato un “effetto negativo materiale” (Mae) citando come prova il deterioramento dei suoi dati di bilancio.

I sospetti di Twitter

Per gli esperti è probabile che Twitter sostenga che le preoccupazioni di Musk nascondano semplicemente il rimorso dell’acquirente per un’operazione costosa e ad alta leva finanziaria. Musk ha ricevuto 13 miliardi di dollari di impegni di debito da diverse banche di Wall Street. Il prezzo del debito è diventato notevolmente più costoso nelle ultime settimane, poiché le banche hanno avuto difficoltà a piazzare i prestiti e le obbligazioni. Musk si è anche impegnato a raccogliere più di 30 miliardi di dollari di capitale proprio. In precedenza aveva annunciato di aver messo in fila alcuni co-investitori, tra cui società di capitali privati come Brookfield e Andreessen Horowitz. Le azioni di Tesla sono crollate di oltre il 35% quest’anno e Musk stesso ha venduto 8,5 miliardi di dollari di azioni per contribuire a finanziare l’operazione.

La penale

I termini dell’accordo includono una tassa di risoluzione di 1 miliardo di dollari che Musk dovrebbe pagare se venisse giudicato responsabile del fallimento della transazione. Twitter ha negoziato una cosiddetta clausola di esecuzione specifica che impegna Musk a concludere l’accordo se tutte le altre condizioni fossero soddisfatte. Il FT ipotizza però che se Musk e Twitter dovessero concordare un risarcimento danni invece di una revisione del prezzo, l’accordo di fusione prevede un tetto massimo di 1 miliardo di dollari. Tuttavia, le parti potrebbero semplicemente concordare una cifra maggiore per porre fine alle ostilità.

Se il conflitto dovesse arrivare in un’aula di tribunale, la deposizione di Musk potrebbe essere il momento clou e garantire più di una sorpresa. Il FT ricorda che nel 2021 il miliardario si è drammaticamente scontrato con un avvocato che rappresentava gli azionisti di Tesla che lo avevano accusato di aver salvato impropriamente SolarCity, un’altra società di Musk che Tesla aveva acquisito nel 2017. “Penso che lei sia un pessimo essere umano”, disse Musk all’avvocato che lo stava interrogando. Il tribunale del Delaware lo ha poi scagionato da qualsiasi illecito.

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