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CAMERE E INNOVAZIONE - 10

Naccarato (Ncd): “Abbattimento digital divide diventi principio costituzionale”

Il senatore: “Vogliamo creare le condizioni per portare la connettività a tutti. Ma per la digitalizzazione del Paese bisogna puntare sulla formazione dei giovani”

11 Apr 2014

Antonello Salerno

Pubblichiamo le opinioni dei deputati e dei senatori che hanno aderito all’intergruppo sull’Innovazione. Un insieme di eletti bipartisan che “fa gruppo” con l’obiettivo di sensibilizzare i Palazzi e indirizzare i provvedimenti esaminati da aule e commissioni per “rimettere il digitale al centro delle decisioni parlamentari”.

Risponde Paolo Naccarato, classe 1958, giornalista professionista, dirigente di ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, è in Senato dal 7 maggio 2013, iscritto al gruppo del Nuovo Centro Destra. Fa parte dell’8° commissione permanente Lavori pubblici e Comunicazioni.

Senatore Naccarato, perché ha aderito a questo intergruppo?

L’innovazione è un appuntamento imprescindibile se vogliamo dare una prospettiva adeguata al nostro paese. Altrimenti tutto diventerà terribilmente più difficile, forse addirittura vano. Questo è il settore strategico, il volano vero si sviluppo e di prospettiva sulla quale si deve costruire il futuro di un Paese moderno. Ho trovato un gruppo molto attivo, animato da persone competenti. Da parte mia c’è la ferma volontà di spingere e sostenere l’innovazione perché trovo che sia un settore strategico.

Quali sono sfide con cui vi dovrete misurare in questo campo?

Le priorità sono tante, perché il ritardo è atavico, tanto che nemmeno con la bacchetta magica si potrebbe colmare dalla sera alla mattina. Io partirei dai ragazzi, dalle scuole, dai piccoli delle elementari e dai ragazzi delle scuole medie, ai quali bisogna offrire un tempo, le strutture e gli strumenti adeguati. I ragazzi sono già bravissimi di loro, io lo vedo anche dai miei figli, ma lo sono spesso in maniera disordinata, a volte non sanno come sfruttare al meglio le opportunità, mentre sono rapidissimi nell’apprendimento. Io credo che sia importante valorizzare questa fase della vita in cui l’apprendimento è più immediato, spontaneo e diretto.

E tra le opportunità concrete su cui applicarvi da subito?

Stiamo cercando di prendere una serie di iniziative: valutiamo ad esempio l’opportunità di introdurre un principio in Costituzione per creare le condizioni per abbattere ogni ostacolo nell’accesso alle nuove tecnologie. Io stesso mi sto orientando su come sia meglio incidere anche all’interno della commissione di cui faccio parte, quella su Trasporti e comunicazioni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, in collaborazione con il resto dell’intergruppo.

Che sensibilità ha riscontrato su questi temi tra i suoi colleghi?

In liea di principio sono tutti consapevoli, ma poi in pratica molti non usano nemmeno il tablet, e questo qualcosa vorrà pur dire. Ma ance grazie a questa iniziativa cerchiamo di fare un richiamo di sensibilizzazione e di coinvolgimento, per affrontare al meglio uno snodo decisivo, soprattutto per metter le nuove generazioni nella condizione di essere competitive. Ma dobbiamo spingere sul pedale dell’innovazione anche per noi stessi e per la fluidità del nostro lavoro. Non possiamo dimenticare i risparmi, in economia di scala, che si potrebbero realizzare con un utilizzo più spinto delle nuove tecnologie nel nostro lavoro quotidiano. E poi come intergruppo dobbiamo fare un pressing convinto e crescente perché i decreti attuativi dell’agenda digitale possano essere emanati al più presto dal Governo.

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