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Nasce la fotocamera alla Harry Potter. Così l’immagine diventa “viva”

Pronta al lancio sul mercato la macchina fotografica, sviluppata da una start up della Silicon Valley, che permette di modificare la messa a fuoco dopo lo scatto. Il ceo di Lytro: “Puntiamo al grande pubblico”

22 Giu 2011

Scattare, guardare. E poi mettere a fuoco. Si preannuncia come una
svolta nel mondo della fotografia digitale, più che un semplice
"gingillo" tecnologico, la nuova tecnologia messa a punto
da Lytro, start up della Silicon Valley, che si appresta a
commercializzare una macchina fotografica a cui i ricercatori, in
realtà, stanno lavorando da anni (in gergo venivano chiamate
macchine "light-field"). Una scommessa su cui hanno
creduto gli investitori che hanno iniettato 50 milioni di dollari
nell'esperimento.

La macchina è infatti in grado di generare immagini che possono
essere rimesse a fuoco in postproduzione: dopo, cioè, la loro
creazione. "Ci saranno un sacco di vantaggi per tutti – dicono
all'azienda – compreso la possibilità di avere foto in 3D con
una sola macchina". Una volta spostata sul pc la fotografia
vive "di vita propria": per esempio, sarà possibile con
un semplice click dare risalto allo sfondo, paesaggi o persone che
siano.

Il fondatore e ceo di Lytro, il 31enne Ren Ng, lavora da anni a
sviluppare per il mercato di massa un progetto accarezzato da
ricercatori e aziende (tra cui Adobe), ma mai realizzato perché
troppo costoso: finora servivano almeno 100 macchina digitali e la
potenza di un supercomputer per raggiungere l'obiettivo.

Rispetto alle normali macchine fotografiche la fotocamera di Lytro
riesce a catturare un gran numero di informazioni sulla luce, da
molte angolazioni, grazie a uno speciale sensore che in uno spazio
ridottissimo simula una moltitudine di microlenti. La
sovrabbondanza di dati viene fatta "vivere" grazie a un
software che permette di cambiare i punti di messa a fuoco.
"In questo modo la foto diventa interattiva fra le mani di chi
la guarda" dice il ceo che pensa a un utilizzo di massa,
soprattutto su Facebook. L'idea, spiegano alla Lytro, è la
stessa che viene utilizzata nelle registrazioni dei concerti: non
si registra la musica nel suo insieme, ma una strumento alla volta
così da poter contare su una moltitudine di informazioni.

Gli esperimenti tentati finora non conducevano a macchine
abbastanza economiche per il mercato di massa. Solo nel 2006 il ceo
di Lytro, Reng Ng, espose la sua idea nella tesi di laurea alla
Stanford University. Ora, dice l'azienda, i prezzi saranno
competitivi con le attuali macchine destinate al grande consumo.