Negli Usa arriva l'Airbnb per i rifugiati - CorCom

IL PROGETTO

Negli Usa arriva l’Airbnb per i rifugiati

Si chiama EmergencyBnB e permette a chiunque di ospitare rifugiati e migranti gratis. Il progetto lanciato Amr Arafa, un ragazzo di origini egiziane che ha ospitato migranti e donne vittime di violenze domestiche

25 Ago 2016

F.Me

Amr Arafa è un ragazzo di origini egiziane che vive a Washington. Da un anno sta lavorando a un progetto che ha appena lanciato: si chiama EmergencyBnB e permette a chiunque di ospitare rifugiati e migranti gratis. L’idea del sito è molto simile a quella di Airbnb e arriva dopo un lungo periodo nel quale Arafa ha ospitato migranti e donne vittime di violenze domestiche.

Il sito -scrive il Washington Post – è ancora al suo stadio iniziale e Arafa sta lavorando per creare una comunità stabile di persone disposte a ospitare. Per ora nessuno ha trovato una stanza attraverso il sito, ma il giovane 34enne spera che presto la sua idea possa prendere piede.

“EmergencyBnB non è il governo che ti dà un posto dove stare, ma è legato al fatto che i vicini si prendono cura di te”, ha detto al Washington Post Arafa che si è trasferito negli Stati Uniti nel 2005 per completare i suoi studi. Poi, dopo anni di visti rinnovati, nel 2015 è riuscito ad ottenere la Green Card. “Sono tornato a trovare mia madre in Egitto e dopo un mese nel mio Paese sono tornato pieno di energia e con la voglia di aiutare gli altri”, ha continuato.

Ma in che modo ha iniziato? Ad ottobre ha messo la sua stanza su Airbnb a 10 dollari sottolineando che solo vittime di violenze e rifugiati potevano essere ospitati. A questi avrebbe ridato il denaro. I primi ospiti sono stati una coppia di siriani che dal Texas dovevano recarsi a Washington per partecipare al processo di accettazione della loro richiesta di asilo.

Intanto Arafa spera che il suo servizio possa crescere. Del primo ottobre del 2015 gli Stati Uniti ospitano più di 63.000 rifugiati facendo riferimento ai numeri diffusi dal Pew Research Center. Il vero obiettivo per il 34enne egiziano adesso è quello di trovare persone disposte a ospitarli.

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