Net neutrality: Google, Facebook & Co. all'attacco - CorCom

INTERNET

Net neutrality: Google, Facebook & Co. all’attacco

Pressing delle big tech-company sulla Federal Communications Commission: serve un limite alla libertà degli operatori di stringere accordi commerciali per un Internet “di prima classe”

14 Lug 2014

Luciana Maci

La Internet Association, associazione che raccoglie oltre una ventina di aziende tecnologiche tra cui Facebook, Google, Twitter e Netflix, ha sollecitato oggi la U.S. Federal Communications Commission, agenzia statunitense che gestisce le tlc e lo spettro radio (assimilabile alla nostra Agcom), a stabilire regole di net neutrality “forti ed applicabili” per la rete fissa e mobile, in modo da prevenire lo sviluppo di un Internet a due velocità.

In un commento presentato alla Fcc, i componenti di questa sorta di lobby fondata a metà 2012 chiedono per il futuro un open Internet per “prevenire la segregazione della Rete in percorsi veloci e percorsi lenti, perché distorcerebbe il mercato, scoraggerebbe l’innovazione e recherebbe un danno agli utenti”.

A maggio la Federal Communications Commission ha approvato l’avvio del processo che porterà alla formale definizione di regole per la net neutrality negli Stati Uniti. Il progetto del presidente Tom Wheeler permetterebbe per la prima volta alle aziende di stringere accordi cosiddetti “pay-for-priority”, trasformando di fatto Internet in un sistema a due velocità: i grandi gruppi che gestiscono le telecomunicazioni (Verizon, At&t, ecc.) potranno offrire ai loro clienti (Google o Netflix, ad esempio) la possibilità di avere più banda e priorità sulla rete attraverso il pagamento di un abbonamento più costoso. La proposta ha subito suscitato le proteste dei sostenitori della neutralità della rete e del trattamento uguale per tutto il traffico (dalle tech companies alle associazioni dei consumatori), ma Wheeler ha ribadito che il suo progetto è stato male interpretato e che non significa che permetterà ai fornitori della banda larga di bloccare o rallentare i contenuti di chi non paga un extra per avere corsie preferenziali.

L’odierno commento della Internet Association, presentato mentre si avvia alla scadenza il periodo riservato dalla Fcc alla raccolta di commenti pubblici sulla proposta, sostiene che l’Fcc dovrebbe impegnarsi per una net neutrality più forte adottando “regole semplici e leggere in grado di assicurare che Internet resti aperto, dinamico e spontaneo”. Queste regole dovrebbero aiutare la Rete ad essere libera da censura, discriminazione e comportamenti anti-competitivi, e dare ai consumatori accesso paritario ai contenuti che desiderano.

Gli abbonati al broadband, prosegue l’associazione, devono poter ottenere l’ampiezza di banda per cui stanno pagando e i contenuti devono essere trattati in modo paritario, senza degradazione in velocità o qualità, ovvero senza la creazione di “sentieri lenti” artificiali. Regole da applicare sia che si acceda a Internet da rete fissa sia da mobile.

Il commento fa seguito a un appello lanciato da Netflix a marzo. Reed Hastings, ceo del colosso americano della tv online, disse all’epoca che, senza regole forti sulla net neutrality, i grandi Isp (Internet service provider) avrebbero potuto chiedere fee sempre più alte per l’interconnessione richiesta per fornire servizi ad alta qualità e questo avrebbe causato l’aumento dei costi e dei prezzi per tutti.