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Net neutrality italiana, parte l’indagine di Agcom

L’annuncio del commissario Nicola D’Angelo. Entro metà febbraio la pubblicazione di un documento su Voip e per-to-peer e contestuale apertura di una consultazione pubblica sulla neutralità della rete

26 Gen 2011

"L’autorità sta per varare un’indagine conoscitiva sulla
neutralità tecnologica". Lo ha annunciato oggi il commissario
Agcom, Nicola D’Angelo, nel corso della presentazione del Libro
bianco sui contenuti.

Entro la prima metà di febbraio sarà pubblicato un documento
dell’Agcom su voip e peer-to-peer e in quell’ambito sarà
aperta una consultazione pubblica, più snella nelle procedure
rispetto a quella standard sul tema della net neutrality.

"Il tema della network neutrality, ovvero la condizione per
cui i fornitori di servizi internet non operino discriminazioni fra
le fonti di dati – si legge nel Libro bianco – è al centro del
dibattito sul futuro di internet. Il problema della network
neutrality evidenzia un profilo tecnico la cui soluzione è
connessa all’individuazione del giusto equilibrio tra la parte di
banda (e di rete) da dedicare a servizi che necessitano di una
gestione per la parte di banda che deve continuare a garantire
l’accesso a internet sulla base del principio del best
effort".

"Tale equilibrio – prosegue il Libro Bianco – riveste
particolare rilevanza sotto due aspetti: tutela del consumatore
nella sua libertà di accedere ai contenuti su internet senza
restrizioni; tutela degli operatori ad ottenere una remunerazione
per i servizi offerti in rete. Alla base di principio di
neutralità tecnologica risiede la necessità di favorire il
benessere dei consumatori, cioé la possibilità, da parte degli
stessi, di aver accesso ai contenuti, senza discriminazione tra le
reti di trasmissione".

Le industrie consolidate (media, Tlc), riusciranno a mantenere le
posizioni acquisite fondate sull’esistenza di monopoli od
oligopoli naturali? La diffusione di reti sempre più pervasive
basate su protocollo Ip porta a trasferire tutto il mondo
dell’intrattenimento su internet, oppure le reti tradizionali,
continueranno ad avere un peso primario? I modelli fin qui
sperimentati nella musica e nell'editoria si trasferiranno
anche all’industria dei contenuti video? 

Si articola su questo scenario il "Libro bianco sui
contenuti" che l'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni ha realizzato sulla base un'indagine conoscitiva.
Il Libro bianco (già online sul sito di Agcom), curato da Augusto
Preta di ITMedia Consulting, presentato oggi nell'ambito di un
workshop nella sede romana dell'Autorità, presenti il
presidente Corrado Calabrò, i relatori Nicola D'Angelo e
Antonio Martusciello, studiosi del settore dei media e della
comunicazione.

Il moltiplicarsi dei prodotti offerti, nonche' delle
modalita' di fruizione e di distribuzione dei contenuti –
sottolinea l'Agcom in una nota – aumenta anche le
possibilita' dei consumatori di accedere all'informazione e
alla conoscenza, amplia i mercati per l'industria e,
contemporaneamente, solleva una serie di problematiche tra loro
collegate, quali in primo luogo la tutela e della gestione dei
diritti digitali, la disponibilita' di infrastrutture di rete a
banda larga, la tutela della privacy e la tutela dei minori. Tutte
questioni che assumono sempre piu' un significato chiave
nell'improntare l'attivita' degli Stati e, in
particolare, delle Autorita' di regolamentazione nazionali.

Il Libro Bianco, sostiene Calabrò nella prefazione, rappresenta
'un progetto sostenuto con grande dispiego di energie, che
affronta sistematicamente aspetti concernenti la struttura del
mercato e la relativa catena del valore, i possibili sviluppi della
domanda e dell'offerta, la competizione fra le differenti
piattaforme, l'impatto in termini di concorrenza, la
neutralità del mezzo di diffusione e la gestione dei diritti di
esclusiva. Senza tralasciare i diritti fondamentali del cittadino,
come la tutela del pluralismo e dei minori. Temi più che mai
centrali nel dibattito che ruota intorno all'industria dei
contenuti – prosegue Calabro' – e che non possono mancare
nell'agenda ideale delle priorita' di analisi di
un'Autorita' di regolazione e di garanzia che voglia essere
– veramente – 'convergente''.

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