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Net neutrality, la svolta Fcc

Sembra che la Fcc sia una delle tante autorità cadute vittime di regulatory capture. Ogni mondo è paese, anche se va riconosciuto al Parlamento europeo di aver dato miglior prova di indipendenza

12 Mag 2014

Agli inizi di aprile il Parlamento europeo ha approvato una norma sulla net neutrality che molti hanno definito storica, ad iniziare dagli attivisti sulle libertà della rete. Al contrario molte compagnie di Tlc europee hanno protestato, parlando di un ulteriore regalo agli over the top d’oltreoceano e di un colpo durissimo agli investimenti sulle reti di nuova generazione.

Punti di vista radicalmente diversi che però non possono prescindere da quanto sta capitando in questi giorni negli Usa. La Fcc cioè la Commissione federale delle comunicazioni, intende infatti proporre nuove regole per consentire ai fornitori di servizi Internet di offrire una corsia più veloce attraverso la quale inviare video e altri contenuti a quei consumatori disposti a pagare di più. Le norme proposte sono una completa inversione di tendenza per la stessa Fcc sul tema della neutralità della rete, cioè sul principio in base al quale gli utenti di Internet dovrebbero avere parità di capacità di accedere a qualsiasi contenuto e nessun fornitore di contenuti dovrebbe essere discriminato.

La precedente normativa Fcc molto più favorevole alla neutralità della rete è stata di recente annullata dalla Corte di appello federale del distretto di Columbia. Il giudice ha in particolare rilevato che le norme favorevoli alla net neutrality sono state a suo tempo adottate come se i servizi Internet fossero equiparabili a quelli di pubblica utilità, mentre tali collegamenti non dovevano essere disciplinati dalla stessa normativa rigorosa prevista per il telefono o il servizio elettrico.

Le nuove regole, se approvate, permetteranno a società come Comcast o Verizon di negoziare separatamente con ciascuna società di contenuti, come Netflix, Amazon, Disney o Google, applicando importi diversi per assicurare un servizio prioritario. Questo, naturalmente, potrebbe aumentare i costi per le imprese di contenuti, che quindi avrebbero un incentivo a trasferirli ai consumatori come parte dei loro prezzi di sottoscrizione.

I sostenitori della neutralità della rete temono d’altra parte che il nuovo quadro finirà per potenziare le grandi società e penalizzare le startup, che potrebbero essere la prossima Twitter o Facebook. Le nuove proposte, elaborate dal presidente della Fcc, Tom Wheeler e dal suo staff, saranno discusse nei prossimi giorni dagli altri quattro commissari. Un portavoce della Fcc ha detto che potrebbero comunque esserci parziali modifiche per ottenere il sostegno della maggioranza. Ma i fatti non sono solo questi. Molti hanno rilevato che nella Fcc ci sono diverse persone che hanno recentemente lavorato per gli Isp, cioè per quei soggetti che beneficiano enormemente della sconfitta della neutralità della rete. Daniel Alvarez, un avvocato che ha rappresentato a lungo Comcast attraverso lo studio legale Willkie Farr & Gallagher, lavora ora in un piccolo gruppo di consulenti giuridici assunti direttamente da Tom Wheeler. Matthew Delnero è entrato nella Commissione per occuparsi specificamente della neutralità della rete anche se precedentemente ha lavorato come avvocato per Tds Telecom, provider di servizi Internet che ha fatto pressioni sulla stessa materia. Altri numerosi casi di possibile conflitto sono stati segnalati. Insomma sembra proprio che la Fcc sia una delle tante autorità cadute vittime di regulatory capture. Ogni mondo è paese, anche se va riconosciuto al Parlamento Europeo di aver dato miglior prova di indipendenza.

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