Netcom Group continua a crescere e a investire in R&D - CorCom

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Netcom Group continua a crescere e a investire in R&D

La società partenopea è riuscita a espandere il business nell’anno della pandemia sfruttando le opportunità della digitalizzazione. E con l’acquisizione del system integrator Knc forte spinta alle attività di ricerca nelle aree tecnologiche chiave, a partire dalla cybersecurity

16 Giu 2021

Redazione

La crisi pandemica non ha fermato il trend di crescita di NetCom Group: il gruppo, che ha quartier generale a Napoli e conduce il proprio business, in Italia, Europa e nel mondo, nel settore della consulenza ingegneristica, in aree industriali come il settore automobilistico, le telecomunicazioni, i trasporti, i media, è riuscito comunque a espandersi anche nel 2020.

“L’evoluzione di questo periodo infernale del 2020 ha portato anche noi ad adottare qualche misura, diciamo così, di preservazione del business – spiega Domenico Lanzo, amministratore delegato e presidente di NetCom Group -. Questo perché alcuni clienti hanno effettivamente sospeso alcune attività per un paio di mesi, e ciò si è in parte riflesso su alcuni nostri settori, che però siamo riusciti a compensare attraverso l’avvio di nuove iniziative. Alla fine, siamo comunque riusciti a crescere di circa il 7%, rispetto a un’espansione programmata del 12%”.

Come sono nate queste nuove iniziative? “Abbiamo intravisto un’opportunità, quella della cosiddetta digitalizzazione, su molte attività che non avremmo mai pensato di poter realizzare senza una presenza fisica presso il cliente”. In sostanza, chiarisce Lanzo, dipendenti di aziende private e pubbliche d’ogni tipo e dimensione stanno sperimentando un diverso modo di rendersi utili nei processi produttivi delle aziende. L’esperienza di lavoro a distanza, spinta ai massimi livelli dall’emergenza COVID-19, ha aperto interessanti prospettive per un’adozione più diffusa dello smart working nel mondo del lavoro. E, in questa fase, sono molte le realtà che si stanno interrogando per comprendere se proseguire con un regime di smart working totale o parziale, in quest’ultimo caso adottando una politica mista, fatta di presenza in ufficio e remote working. È comunque fondamentale trovare un equilibrio ideale, puntando soprattutto a massimizzare la produttività delle persone, riducendo i tempi morti di gestione, abbassando i costi generali, e verificando con maggior precisione la bontà del lavoro svolto. “Come NetCom Group, vorremmo essere l’anello mancante della catena, i consulenti in grado di mettere a disposizione dei clienti competenze e tecnologie che rendano più semplici le decisioni strategiche e funzionali delle aziende. Oggi le scelte sono tutte orientate alla maggior produttività, nel minor tempo possibile, con i minori costi possibili: una bella sfida che noi ci sentiamo di raccogliere essendoci strutturati per dare consigli ‘risolutivi’”.

Ulteriore evoluzione per le soluzioni di testing automation

L’area di business che fa capo alle soluzioni di testing automation e validazione software rimane il punto di forza e il settore principe di attività di Netcom: “In questo campo già disponiamo di piattaforme automatiche e semiautomatiche molto efficienti, in grado di automatizzare il testing su dispositivi di varia natura, e la situazione pandemica, in una certa misura, ha contribuito a incoraggiare l’incremento della domanda di piattaforme di test semiautomatiche da parte dei clienti associati a queste attività. Abbiamo quindi potuto sostituire parte del personale dedicato ai test con l’utilizzo massiccio di queste piattaforme, riservando gli ingegneri con competenze specializzate laddove vi sia reale necessità di manualità specifica e presenza fisica diretta sul campo. E ciò ha rappresentato un ulteriore vantaggio, che ci ha fatto fare un altro passo avanti. Sempre grazie a questa automazione, i nostri clienti hanno potuto risparmiare, riducendo i costi del personale di medio-basso profilo dedicato al supporto delle attività di testing e validazione.

Già da qualche anno, stiamo inoltre cercando di far evolvere ulteriormente le piattaforme di test, attraverso alcuni progetti avanzati nel mondo della ricerca, che dobbiamo ancora portare a termine”. Di cosa si tratta? “L’idea è integrare nelle nostre macchine algoritmi di intelligenza artificiale, per far in modo che tali piattaforme non abbiano più necessità dell’ausilio di persone fisiche, quindi, per intenderci, di super tecnici in grado di supervisionarle e controllarle, quando necessario, anche in modalità remota”.

Ricerca e sviluppo: 3,5 milioni investiti ogni anno

Per sviluppare il proprio business, Netcom Group non trascura il settore R&D: “Abbiamo una sessantina di persone impegnate a tempo pieno nella ricerca su diversi progetti annuali, e, da almeno cinque anni, investiamo puntualmente 3,5 milioni di euro l’anno. Inoltre, stiamo dando vita a un centro di ricerca abbastanza grande. Lo renderemo operativo a breve, e coinvolgerà tre università, assieme al mondo imprenditoriale. Le attività di ricerca avranno comunque un taglio accademico molto forte”.

In quali aree state focalizzando questi progetti di ricerca? “Le aree tecnologiche sono la sicurezza; la criptazione, o cifratura, dei dati, che costituisce un ambito molto specifico della sicurezza; e poi c’è il quantum computing, quindi gli aspetti della meccanica quantistica che permettono d’innovare l’hardware di elaborazione. Qui finanzieremo una parte della ricerca che attiene ai sistemi di refrigerazione dei computer quantistici”.

Sinergia su vari fronti con KNC, e focus sulla cybersecurity

Sempre in tema di sicurezza, lo scorso dicembre Netcom Group ha anche ufficializzato l’acquisizione, e il controllo della quota di maggioranza, della società romana KNC (Kangaroo Net Company), system integrator che progetta e realizza infrastrutture ITenterprise-grade’ in aree tecnologiche come l’alta disponibilità, il disaster recovery (DR), ed anche la sicurezza dei dati. Quello della cybersecurity, commenta Massimo Puliani, amministratore delegato di KNC, è un ambito strategico particolarmente importante, in cui KNC già intrattiene consolidate relazioni con numerosi partner tecnologici di primo piano. “Per il futuro stiamo puntando a diventare un’eccellenza nel mondo della sicurezza, attraverso prodotti, soluzioni, tecnologie che ora, in sostanza, condividiamo al cento per cento con Netcom. Oggi la gestione della sicurezza è un problema trasversale a tutte le aziende, e dimostrare competenza in quest’area apre la strada alla commercializzazione di soluzioni in tutte le altre aree specialistiche”.

Riguardo all’acquisizione di KNC da parte del gruppo, aggiunge Puliani, entrare nella gestione di Netcom significa “ampliare il raggio d’azione, attraverso tecnologie fino a ieri non presenti nel nostro portafoglio, e andare sul mercato con più ‘armi’ a disposizione, per condividere con i clienti strategie diverse rispetto al passato, e proporre soluzioni a un mercato più ampio”. Ad esempio, spiega Puliani, all’interno di Netcom, KNC può ora lavorare sulla verticalizzazione delle soluzioni in ambiti prima non presidiati, come quelli telco e automotive, in cui Netcom detiene una forte presenza. Inoltre, ora, KNC, sfruttando il call center di Netcom, potrà integrare nella propria offerta anche servizi di supporto e assistenza, che prima non era in grado di fornire da sola. “Viceversa – conclude – Netcom, attraverso la sinergia con KNC, ha oggi la possibilità di fornire ai propri clienti, ad esempio del settore automotive, anche infrastrutture CED su misura, in cui KNC ha una lunga storia di specializzazione”.

Puliani sottolinea però che l’integrazione di KNC è ormai completamente armonizzata con il resto del gruppo: “Facciamo cose diverse che si integrano alla perfezione. Professionalità, tecnologia, soluzioni, sicurezza, fanno tutte parte di un unicum. Le aziende ci apprezzano perché siamo stati capaci di comprendere che le complessità presenti all’interno di un’organizzazione sono risolvibili realizzando progetti strutturati per dare risposte univoche. È per questo motivo che NetCom sta facendo acquisizioni in tutti i settori che potranno rappresentare i fattori critici di successo: per completare il proprio patrimonio di capacità e competenze”.

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