L'INIZIATIVA

Netcom integra la Cig, ma lancia l’appello: “No a oneri fiscali”

L’azienda napoletana, prima in Italia, ha deciso di sostenere i dipendenti in cassa integrazione con un contributo privato. Ma chiede all’esecutivo che venga riconosciuto come strumento di welfare aziendale affinché i lavoratori ottengano il 100% del sostegno in busta paga

02 Apr 2020

F. Me.

Un contributo economico dall’azienda oltre alla Cig. È quello che ha deciso di fare NetCom Group, impresa napoletana specializzata in servizi di ingegneria, per sostenere i suoi lavoratori ad affrontare questo difficile periodo.

È la prima volta che un’impresa decide di dare un sostegno simile che, però, qualora fosse dato come forma di retribuzione verrebbe, ovviamente, assoggettata a tutti gli oneri fiscali, previdenziali e contributivi che ricadono a carico del datore di lavoro e del dipendente che lo percepisce. Con la conseguenza che il contributo diventerebbe, al netto, meno del 60% di quanto stanziato dalle imprese.

Ecco perché NetCom Group vorrebbe fare in modo che l’integrazione ai lavoratori in cig fosse il 100% di quanto effettivamente dato. L’azienda propone al Governo ed al Ministero del Lavoro di poter riconoscere tale contributo integrativo a quello della cassa integrazione utilizzando lo strumento del Welfare Aziendale che in altri casi dovrebbe essere invece fornito indistintamente a tutto il personale.

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“Servirebbe dunque una deroga perché fatti i dovuti calcoli, con le norme vigenti,  ad esempio a fronte di 100 euro di contributo riconosciuto in busta paga il valore netto intascato dal dipendente sarà di circa 60 euro – spiega una nota – Se lo stesso importo venisse, invece, riconosciuto in questo caso al dipendente in cig attraverso il Welfare Aziendale lo stesso incasserebbe il 100% del contributo e allo stesso tempo l’impresa non dovrebbe scontare oneri contributivi che riconoscerebbe di fatto ai dipendenti posti in cassa integrazione”.

Potrebbero così essere messi a disposizione dei dipendenti beni e servizi di grande utilità in questo momento storico e, soprattutto, considerato il regime fiscale e contributivo agevolato cui è assoggettata la misura del Welfare Aziendale ottenere tutta la cifra messa loro a disposizione.

“Ci rendiamo conto come impresa che ha sempre tenuto a cuore il benessere dei propri lavoratori – spiega Domenico Lanzo, Ceo di NetCom Group – che in un momento così difficile, dobbiamo in qualche modo tentare di alleviare almeno le difficoltà economiche dei dipendenti e quindi abbiamo deciso di fornire loro questa integrazione che li aiuterà quanto meno a sostenere un periodo complicato da tutti i punti di vista. Chiediamo al Governo per il bene dei lavoratori di accogliere questa nostra richiesta di deroga alla legge che in modo di permettere a NetcCom Group di dar loro il massimo messo a disposizione come integrazione”.

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